Gabriele D'Annunzio compie 150 anni. Tre sue poesie per ricordarlo

Gabriele D'Annunzio compie 150 anni. Tre sue poesie per ricordarlo

Centocinquanta anni fa nasceva a Pescara Gabriele D’Annunzio, il Vate. Simbolo del decandentismo italiano, lo scrittore morì nel 1938, il primo marzo: e così quest’anno oltre al secolo e mezzo dalla nascita celebriamo anche i settantacinque anni dalla sua morte. Del resto, uno come Gabriele D’Annunzio non poteva certo accontentarsi di un solo anniversario…

Scrivere di D’Annunzio, autore amato e odiato al contempo da molti, nello spazio di un post non è certo facile. Per questo preferiamo lasciar parlare lui e vi riportiamo tre sue poesie che parlano d’amore.

Voglio un amore doloroso…


Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sie della morte) e senza mutamento.
Voglio che senza tregua in un tormento
occulto sien le nostre anime assorte;
e un mare sia presso a le nostre porte,
solo, che pianga in un silenzio intento.
Voglio che sia la torre alta granito,
ed alta sia così che nel sereno
sembri attingere il grande astro polare.
Voglio un letto di porpora, e trovare
in quell’ombra giacendo su quel seno,
come in fondo a un sepolcro, l’Infinito.

Stringiti a me


Stringiti a me, abbandonati a me, sicura.
Io non ti mancherò e tu non mi mancherai.
Troveremo, troveremo la verità segreta
su cui il nostro amore potrà riposare per sempre,
immutabile.
Non ti chiudere a me, non soffrire sola,
non nascondermi il tuo tormento!
Parlami, quando il cuore ti si gonfia di pena.
Lasciami sperare che io potrei consolarti.
Nulla sia taciuto fra noi e nulla sia celato.
Oso ricordarti un patto che tu medesima hai posto.
Parlami e ti risponderò sempre senza mentire.
Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!

La boccuccia


Sei come un piccolo fiore
tu tieni una boccuccia
un poco, davvero un poco
appassionata
Suvvia, dammelo, dammelo
è come una piccola rosa
dammelo un bacino
dammelo, Cannetella!
Dammelo e pigliatelo
un bacio piccolino
come questa tua boccuccia
che somiglia ad un piccola rosa
un po’, davvero un poco
appassionata.

Foto | Mario Nunes Vais (1856-1932). [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

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