Nero d'Inchiostro vs il self-publishing

nero  inchiostroScemo chi non pubblica. Il libro è vivo e gode di ottima salute. Lo conferma Nero d’Inchiostro, associazione culturale dedita all’editoria che vuole essere provocatoriamente in controtendenza: come? Offrendo la possibilità a scrittori dotati di talento - esordienti e non - di sottoporre i propri manoscritti alla supervisione della loro redazione per un’eventuale pubblicazione.

"Visioniamo solo copie cartacee, stampate al computer o battute a macchina. Sono essenziali un breve profilo dell’autore, un recapito telefonico ed una sinossi dell’opera.
Promettiamo di sottoporre a lettura tutti i testi ricevuti; in caso il testo fosse giudicato interessante dalla redazione, verrete contattati entro un mese dall’invio", è quanto riportano anche nel loro sito.

Basta metterli alla prova per remare in controtendenza. Daltronde D.I.Y. è uno degli acronimi più in voga nel web (sta per Do It Yourself = Fattelo da solo). La moda del self-publishing è in continua espansione (altro acronimo da memorizzare è P.O.D., ovvero Print On Demand). Spuntano come funghi siti specializzati nell’autopubblicazione, registrando in molti un successo da non prender sottogamba: da Lulu a Ilmiolibro, da Boopen a Blurp. Facendo diventar l'editor figura in via d'estinzione.

Per invio manoscritti:
Mattia traversa - Nero d’Inchiostro
Via A. Volta n. 1
47841 Cattolica –RN

Fonte | nerodinchiostro

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