The people of paper

di Paolo Beneforti

PPSalvador Plascencia è uno scrittore esordiente. Un giovane americano nato in Messico che ha pubblicato quest'anno il suo primo romanzo: "The people of paper". Salvador Plascencia scrive cose che piacciono a Dave Eggers; "The people of paper" è stato pubblicato infatti da McSweeney.

Ma di certo non è solo per questi "patrocinii" che il romanzo di Plascencia ha avuto da subito una buona accoglienza, non solo da parte dei critici ma anche - quel che conta - dei lettori.



"The people of paper" è un libro per niente 'mainstream'. Non ha alcuna possibilità di finire tra i best seller. In quel libro ci sono ingredienti che sembrano incompatibili tra loro: il tono e i temi di certa letteratura sudamericana (Borges, Marquez); lo stile e la forma dei postmoderni americani (Barth, Pynchon); l'autoreferenzialità e i giochi grafici-tipografici degli oulipiani (Calvino, Queneau, Perec).

Detta così sembra una zuppa tremenda. Quindi diciamo che quanto detto sopra non va tenuto di conto.



Anche perché The People Of Paper non è affatto una zuppa di pretenziosi riferimenti. E' una storia d'amore. Federico De La Fé, un uomo semplice di campagna che è stato lasciato dalla moglie (una donna fatta di carta - materialmente - fabbricata da un 'paper-surgeon'), si trasferisce con la figlia dal Centro-America negli USA. Qui convince gli abitanti del posto (una banda di raccoglitori di garofani) a intraprendere una guerra contro colui che osserva ogni loro atto: il pianeta Saturno.

Saturno è in effetti l'autore del libro di cui Federico De La Fé e i suoi compagni sono i personaggi. I personaggi non sopportano lo sguardo dell'autore - e nemmeno quello del lettore! - e quindi si sottraggono ad esso coprendo le proprie abitazioni con lastre di piombo. Saturno sembra poter sconfiggere i ribelli, se non ché l'autore, cioè Plascencia, è stato lasciato dalla donna con cui viveva, e il dolore per questa perdita lo spingono a mollare tutto; anche la guerra; anche il controllo del proprio libro (la cui impaginazione diventa quindi irregolare).



Plascencia controlla bene questa struttura narrativa contorta (e ricca di altri personaggi), e questo è forse il merito maggiore del suo romanzo.



Ora.

Possibile che nessun editore italiano abbia ancora messo gli occhi su "The people of Paper"?

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