Mare di papaveri - Amitav Ghosh

Il "Mare di papaveri" di Amitav Ghosh è uscito da qualche mese, ma è un'opera che ha molto colpito il mio immaginario e volevo segnalarlo lo stesso. Si tratta di un libro che unisce avventura e romanzo storico e che narra appassionatamente le vicende di un gruppo di persone così eterogeneo da rappresentare perfettamente l'orgine multirazziale e multiculturale di quello sterminato paese che è l'India. L'ambientazione, un certo tipo di riferimenti, i personaggi, le avventure - ci troviamo ai tempi della dominazione inglese - ricordano un po' Kipling, ovviamente con le dovute differenze. C'è chi lo ritiene "un romanzo degno di figurare tra i capolavori della letteratura". "Figlio" di quello che è considerato uno dei grandi scrittori della letteratura indiana.

Cuore di questa epica saga, l'Ibis, un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell'Oceano Indiano per combattere la Guerra dell'Oppio. Conflitto che sancì la definitiva espansione dell'impero britannico nei mercati d'oltremare e che fu scatenato dalla Compagnia delle Indie Orientali per motivi commerciali.

Nel suo avventuroso viaggio, l'Ibis reca a bordo un'umanità davvero straordinaria: marinai, clandestini, braccianti, galeotti, un raja in rovina, una vedova sfuggita alle dure costrizioni del suo clan, uno schiavo americano liberato, un'orfana europea dallo spirito libero. A mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono - e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono - i passeggeri e i membri dell'equipaggio cominciano a considerare se stessi "fratelli di navigazione" (Ibs), uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.

In dettaglio:
L'’autore di Calcutta inaugura, con "Mare di papaveri", una trilogia dedicata alla nascita dell’India moderna, raccontata attraverso l’epopea ottocentesca della nave inglese Ibis e del suo equipaggio multietnico in rotta verso il Golfo del Bengala per esercitare il traffico d’oppio. Durante le sue peregrinazioni nell’Oceano Indiano, l’Ibis, che in origine «era stata costruita per fungere da “blackbirder", nave negriera», non disdegna di occuparsi del trasporto di ribelli, predoni e criminali di ogni razza destinati alle colonie penali inglesi sparse sulle isole-prigione della zona, esercitando, appunto, uno dei traffici più lucrosi dell’Impero britannico: il commercio di «stupefacenti e delinquenti», di «oppio e coolie».

Il suo equipaggio è un gruppo di lascari, marinai appartenenti a razze diverse, cinesi, bengalesi, arabi e malesi, accomunati da un unico destino: veleggiare sui mari orientali. Tra gli ufficiali vanta invece un giovane ambizioso, con «la carnagione color avorio antico e una massa di capelli nerissimi e ricciuti»: è Zachary Reid, figlio di una schiava liberata del Maryland. La sua vita cambierà per sempre una volta a bordo della Ibis, così come quella degli altri personaggi che incroceranno la rotta della goletta: Jodu, figlio di un barcaiolo di un villaggio a una ventina di chilometri da Calcutta, che da sempre desidera diventare lascaro; Paulette, orfana di origini francesi accolta nella propria famiglia da Mr Burnham, proprietario della compagnia «Benjamin Brightwell Burnham» e, quindi, dell'Ibis; Serang Ali, capo dei lascari, «personaggio d’aspetto formidabile, con una faccia che avrebbe suscitato l’invidia di Gengis Khan» e infine Deeti che, dopo essere rimasta vedova, dovrà lottare per recuperare la libertà e ricostruirsi una vita, contro tutto e contro tutti.

Romanzo di destini incrociati, epopea di passioni, perdite e riscatti, "Mare di papaveri" è una storia corale che racconta l’origine di una nuova civiltà sorta dalla mescolanza di etnie e culture diverse. Una narrazione piena di fascino orientale, con cui Amitav Gosh ci svela il cuore, inafferrabile e pieno di contraddizioni, di un paese e delle sue genti (Ibs), in un’opera che, per forza e ambizione, può rappresentare per l’India moderna quello che libri come Moby Dick hanno rappresentato per l’America: la simbolica narrazione dell’origine di una civiltà nuova sorta dall’incontro-scontro di mondi opposti.

L'autore:
Amitav Ghosh è nato a Calcutta nel 1956, ha studiato a Oxford e vive tra la sua città natale e New York. Considerato uno dei più grandi scrittori indiani, è autore, oltre che di "Mare di papaveri", anche de "Il cromosoma Calcutta", "Il palazzo degli specchi", "Circostanze incendiarie", "Il paese delle maree", "Le linee d’ombra", "I fantasmi della signora Gandhi", "Il cerchio della ragione". Molti di questi premiati internazionalmente ed editi da Neri Pozza.

Amitav Ghosh
Mare di papaveri
Neri Pozza (collana Le tavole d'oro)
€ 18,50

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