Dalla Spagna accuse di plagio per Woody Allen

woodyAlexis de Vilar, catalano sulla sessantina, fa da anni il fotografo e lo scrittore scapestrato a Barcellona, senza troppo successo, probabilmente. Pare infatti che proprio questo illustre sconosciuto abbia fatto causa alla Mediapro, la casa produttrice spagnola dell'ultimo film di Woody Allen, "Vicky, Cristina, Barcelona", l'accusa è di quelle forti: plagio.

Nel 1987 Alexi de Vilar, allora quarantenne, aveva scritto un romanzo dal titolo "Goodbye Barcelona", libro che dopo essere arrivato nelle rose finali di due dei premi letterari spagnoli più importanti, il Planeta e il Plaza&Janés, era stato rimandato al mittente da diverse case editrici e, pare, anche da una casa di produzione cinematografica, lasciando così il povero de Vilar con un valido manoscritto a marcire nel cassetto. Almeno fino a quando a Woody Allen, qualche tempo fa, non venne l'intuizione di tornare a fare un film in una grande città della vecchia Europa, dopo la Londra di "Matchpoint" e "Scoop". In quel frangente Woody Allen, che non aveva le idee molto chiare sulla scelta della città dove ambientare il suo nuovo film, fu indirizzato su Barcellona «perché mi hanno offerto del denaro, attori ed anche carisma», andando a capitare, sempre secondo Alexis de Vilar, proprio su una sceneggiatura derivata dal suo sfortunato romanzo.

Il risultato finale, in ogni caso, è un film che parteciperà agli Oscar, un libro che forse finalmente riuscirà ad uscire dal cassetto, ma soprattutto tanta pubblicità per il povero scrittore "maledetto e sfortunato"... potrebbe comodamente essere un buon punto di partenza per un nuovo film grottesco, magari firmato proprio da Woody Allen.

Via | Corriere.it
Foto | Flickr

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