La crisi finanziaria colpisce i classici

dante L'ultima vittima della crisi finanziaria che ormai ci ha messo in ginocchio è l'italianistica, lo studio dei classici italiani, in particolare, come sottolinea un articolo pubblicato ieri su Tuttolibri di La Stampa, ad essere particolarmente colpita dai tagli del governo è la pubblicazione di alcune edizioni filologiche di autori come Dante Alighieri, Torquato Tasso, Niccolò Machiavelli e Pietro Aretino.

Si parla di tagli ingenti che metteranno in seria difficoltà la conclusione delle opere, già iniziate peraltro da qualche anno. E' esemplare il caso di Dante, di cui era in preparazione una prestigiosa edizione che, secondo il dantista Enrico Malato, permetterebbe "a tutti gli specialisti l’accesso ai codici e alle stampe di solito riservati a pochi. Si tratta del recupero di glosse, chiose, prologhi, postille che si sono accumulati su Dante nei secoli e di cui noi stiamo curando la pubblicazione: un’avventura in cui abbiamo coinvolto i più importanti filologi". Un duro colpo, dunque, agli studi di settore sulla risorsa letteraria più vendibile all'estero che ancora abbiamo: Dante, il sommo poeta.

Ma la cosa più allarmante, in fondo, non sono i tagli finanziari attuati da una classe politica che, indistintamente tra destra e sinistra, non ha più neanche il minimo riguardo per la cultura, la cosa più preoccupante è piuttosto che questo nuovo schiaffo, come tantissimi prima già avvenuti e, ne sono certo, altrettanti ancora da venire, non è recepito da nessuno nella sua reale gravità. Ma l'Italia è così, da noi la gente si mobilita per i calciatori, mica per i poeti.

Via | Tuttolibri
Foto | Flickr

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