Chiude la pagina culturale domenicale del Washington Post: il destino della critica letteraria

washington psot
La critica letteraria è diventata marginale perché "la letteratura ha smesso di essere ciò che era nel Novecento: la miglior lente disponibile per comprendere - e cambiare - il mondo". Così un quotidiano italiano interpreta la dolorosa chiusura della pagina culturale domenicale del Washington Post.

La tesi è interessante: oggi i pezzi di critica letteraria dovrebbero essere più 'pop', meno autoreferenziali, aprirsi alle questioni che pongono alla nostra esistenza i cambiamenti che stiamo attraversando. Utopia ( e soprattutto: utopia, in Italia)?

E' vero d'altra parte che nel nostro paese vengono pubblicate molte riviste letterarie (non con tirature enormi, certo) e che pure però continuano ad avere il loro pubblico, come d'altronde degli ottimi inserti culturali della domenica (quello del Sole24 ore, ad esempio). D'altronde, da tempo la 'terza pagina' non è più tale, non esiste più nella sua forma originale. Quali sono, secondo voi, i difetti più grandi della critica letteraria italiana, oggi?

Via | Il Giornale
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