Il Print-on-demand spopola in America

print Il "Print-on-demand" è una formula su cui molto si è discusso e si discute, in Europa come negli States, e che è arrivata ad occupare ultimamente una fetta di mercato che è ormai impossibile ignorare. In America la strategia della stampa su richiesta (questa più o meno sarebbe la traduzione in italiano del Print-on-demand) sta vivendo in questo periodo un momento d'oro, grazie ai casi di effettivo successo di vendite e di popolarità che hanno riguardato alcuni degli autori coinvolti.

E' il caso per esempio di Lisa Genova, autrice esordiente che, grazie ad una casa editrice on-demand, la iUniverse e ad un investimento personale relativamente piccolo, pare intorno ai 450 dollari, è riuscita a pubblicare "Still Alice", un libro sulla storia di una donna malata di Alzheimer che era stato ignorato da tutte le agenzie letterarie a cui Lisa lo aveva proposto e che ora l'ha portata ad essere sulla cresta dell'onda.

Ma è effettivamente vero che ci troviamo di fronte ad una vera rivoluzione dei processi di selezione, di produzione e di vendita dei libri? La risposta non è affatto semplice. Da una parte, infatti, questa nuova possibilità apre veri e propri squarci di mercato a migliaia di nuovi autori che effetivamente, e per la prima volta nella storia dell'editoria, possono autopubblicarsi e autopromuoversi. Ma c'è anche una seconda faccia della medaglia che mette in gioco il senso stesso dell'attività editoriale, la scelta, la funzione critica di mediazione dell'industria culturale.

Via | Corriere.it

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