Il giorno della memoria: libri e autori sulla Shoa

shoah Oggi è il giorno della memoria, l'anniversario della liberazione del campo di prigionia di Aushwitz, avvenuto esattamente 64 anni fa, il 27 gennaio del 1945. Quel giorno, che per qualcuno (i purtroppo troppo pochi sopravvissuti) ha rappresentato la fine di un incubo, ha rappresentato per tutti gli altri, per l'opinione pubblica mondiale, l'inizio di un altro incubo, duro ma assolutamente necessario, quello della consapevolezza, della memoria.

Da qualche anno, per il sempre minor numero di sopravvissuti ancora in vita, per uno strano atteggiamento che ha reso la memoria di quei terribili momenti sempre più spesso uno spettacolo mediatico fondato sull'inutile pathos del "come è potuto succedere?", ma anche per un colpevole rapporto di sufficenza che noi tutti abbiamo con la storia, il vero significato dell'Olocausto di milioni di persone tra ebrei, zingari, omosessuali e detenuti politici sta venendo meno.

Come ogni anno, quindi, anche oggi ci ritroviamo a leggere l'elenco delle nuove uscite editoriali che si ripropongono di ricordare quel vergognoso pezzo di storia: quest'anno si passa dalla "Storia della Shoah in Italia" (Einaudi) al "Canto del popolo Yiddish messo a morte" (Mondadori) di Itzak Katzenelson, nella nuova traduzione di Erri De Luca, al bestseller spagnolo, edito Rizzoli, "Il liutaio di Cracovia" di Maria Angels Anglada, al "Diario di Helen Berr", nuova Anna Franck, fino agli interrogativi di Yeuhda Bauer, pubblicati da Baldini&Castoldi Dalai, sulla effettiva possibilità e proficuità di continuare a parlare della Shoah.

Insomma, la produzione (che è molto superiore a questa breve lista) è come sempre vastissima; ma proprio questa reiterata vastità, ripetuta ogni anno quasi come una tradizione, un rito, se sommata all'ignoranza effettiva della storia contemporanea (ivi compresa la sua rivitazione revisionista) e alla sempre più diffusa paura del diverso che ogni giorno i mezzi di comunicazione tengono tenacemente in vita (attraverso una retorica che sfiora il criminale) mi spinge a chiedermi se lo spettacolo della memoria al quale oggi sto assistendo non sia sempre più uno spazio svuotato, innocuo, uno spazio pubblicitario da sfruttare per strappare due lacrime e quattro soldi...

Via | Panorama
Via | Flickr

  • shares
  • Mail