La piccola Parigi di Jacques Prévert

Parigi è così piccola per coloro che, come noi, si amano di un'amore così grande.

Diceva Jacques Prévert con parole che è difficile dimenticare, versi incisi in un libro che piacerà a tutti gli amanti della città e delle sue atmosfere romantiche e un po' decadenti.
Perché Parigi è uno strazio dolce, da percorrere nelle sere d'autunno, quando le foglie cadute a bordo Senna scricchiolano sotto le scarpe e la loro canzone è una musica fresca e stonata, che si insinua nelle pieghe del cappotto e arriva a scovare con astuzia gli angoli scoperti, portando brividi e un lento attimo di pace del quale la pelle non sa approfittare, ma la mente si. La capitale è una culla poetica di uomini seduti sulle panchine dei parchi, di esseri adagiati nei caffé che non hanno nulla di meglio da fare che guardare la vita passare accendendo sigarette e fumando fiammiferi.
Parigi è una musica bella, e anche un po' triste, che aleggia nelle piazze e attraversa rapida i Boulevard per attardarsi nelle stradine popolari, poco lontano dai mercati rigogliosi di fiori, quando l'aria a due passi dalla collina di Montmartre è impregnata dell'umidità del mattino e risplende di un irreale e confortante bianco perlaceo.
Jacques Prévert a Parigi non ci era nato e a dire la verità non ci è nemmeno morto, ma si può affermare senza paura che a Parigi è cresciuto, sviluppando il germe di quella creatività poetica che lo caratterizzava nelle domeniche piene di vento. L'inventore del cadavre exquis, vicino e poi in rotta con i surrealisti della rue du Château, dipingeva scenari e preparava già dialoghi immaginari, tra monelli di strada e amanti stretti nel calore inestimabile e fugace dei loro abbracci.

Jacques PREVERT
Paris est tout petit
28 mai 2009
ISBN : 978-2-7491-1405-7

Via | cherche-midi.com

  • shares
  • Mail