La guerra dei cafoni, di Carlo D'Amicis

Di primo acchito, La guerra dei cafoni di Carlo D’Amicis fa pensare a un romanzo di formazione, ma a guardar bene le cose non stanno esattamente così, o almeno non solo.

Prendete Marinho (altrimenti detto Maligno, protagonista e voce narrante) e Scaleno – due soprannomi che bene li rappresentano nella loro ottusità e inclinazione alla violenza – sono i capi indiscussi di due fazioni in guerra da tempo immemore: i ricchi e i cafoni.

Si tratta, in ogni caso, di due quindicenni con gli ormoni a palla e con una diversa estrazione sociale e culturale, entrambi credono e sostengono questa diversità. E ciò li accomuna: l’odio, la violenza, l’orgoglio d’appartenenza. E in mezzo, viene da chiedersi, cosa c’è? Sì, d’accordo, la famiglia, gli amici, il cinema, la moda, ma in realtà: «In mezzo – be’, in mezzo non c’era proprio niente. I ceti medi? La piccola borghesia? Per noi, allora, le mezze misure non esistevano».

È l’estate del 1975 e il nostro paese sta per essere travolto da una delle più grandi sciagure: le mezze misure, appunto, l’avvento dei ceti medi che, grazie a nuovi strumenti demoniaci come la rateizzazione, possono ottenere qualsiasi cosa: televisioni, automobili, frigoriferi, lavatrici e, peggio ancora, il perstigio. Insomma, il consumismo bello e buono sarà senza dubbio il primo colpevole per l’assottigliamento della distanza tra i ricchi e i cafoni.

Ma si può arrestare il corso della storia, soprattutto se a tentare l’impresa sono un manipolo di ragazzini?

In ogni caso, in quel 1975, a Torrematta, un paesino del Salento, la guerra infuria, il sangue scorre, i capi indiscussi si fronteggiano, le fazioni si attaccano, le battaglie si vincono e si perdono, si studiano strategie. È chiaro che nessuno dei due leader vorrebbe soccombere.

Ma le truppe, com’è il morale delle truppe? Decisamente basso: in fin dei conti vorrebbero solo passare l’estate a divertirsi, a succhiare gelati, ad aspettare il cinematografo che la sera viene montato proprio lì, sulla spiaggia e infine a sbaciucchiarsi le ragazze. A loro della guerra non importa un bel niente. Devono solo aspettare che ricominci la scuola.

Eppure, per Marinho le cose non stanno così: la guerra è guerra, ed è soprattutto una guerra con se stessi, con i propri valori, i propri ideali e la dimostrazione di forza fisica è dimostrazione della potenza dei suoi ideali.

Per fortuna, a peggiorare le cose ci si mette anche l’amore, eh, già, perché il nostro condottiero va a perdere la testa per la femmina sbagliata. E allora non basteranno più le sua camicie di Pierre Cardin per tenere a bada il suo cuore e la tragedia incombente.

Carlo D'Amicis
La guerra dei cafoni
224 pagine - maggio 2008
ISBN 978-88-7521-173-8
Prezzo di copertina: € 13

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