La Biblioteca di Hitler di Timothy W. Ryback

La biblioteca di hitler Timothy W. RybackRecentemente uscito per i tipi della Mondadori, "La Biblioteca di Hitler" di Timothy W. Ryback, esplora un lato del dittatore poco conosciuto. Hitler infatti possedeva una ricca biblioteca, contenente più di 16mila volumi di cui alcuni rari e tutti comunque letti, alcuni con foga, sottolineati e ri- sottolineati; commentati a margine o punteggiati di esclamazioni.

Questa sterminata biblioteca, di cui sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale solo 1200 volumi, viene usata da Ryback, studioso della Shoah, per tracciare un nuovo ritratto di Adolf Hitler, che ci consente di ricostruire la sua trasformazione da imbianchino a tiranno.

Si scopre che Hitler amava tra gli altri Robinson Crusoe, Don Chisciotte, preferiva William Shakespeare a Goethe, adorava, cosa perlomeno curiosa, La capanna dello Zio Tom e amava leggere libri d'arte. Il libro ci porta peraltro ad una riflessione: è vero dunque che la violenza e l'odio nascono dall'ignoranza? La risposta parrebbe negativa, poiché tra l'altro Hitler non è un caso isolato.

Anche altri grandi dittatori avevano il pallino della cultura: Stalin per superare il suo complesso di inferiorità nei confronti di Lenin si era procurato una biblioteca con oltre ventimila volumi (come raccontato da Boris Semenovic Ilizarov nel suo Vita segreta di Stalin). Bokassa divorava biografie napoleoniche e così via. Pertanto chi crede di poter ridurre le origini del male ad una formula semplicistica si ricreda; il male è insito nella natura umana e trascenda la cultura o l'ignoranza.

Via | Il Giornale

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