Le bambine che cercavano conchiglie, di H. Richell

“Dan si sbaglia. Dora sa che l'indomani non si sentirà meglio. Ha passato gli ultimi dieci anni sperando che ogni nuovo giorno fosse migliore...sperando di sentirsi meglio. E ogni mattina si sveglia con la nauseante consapevolezza che la responsabilità della dissoluzione della sua famiglia è tutta sua (...) è colpa sua se si sono tutti dispersi come i rottami galleggianti di un naufragio”.

E' in libreria da oggi questa opera prima di Hannah Richell, Le bambine che cercavano conchiglie un'autrice cresciuta nell'ambito dell'editoria e nel cinema, che si è concessa questa “immersione” nella scrittura dopo la nascita del primo figlio, nelle pause fra pannolini e pappette (e già solo per questo merita il nostro plauso).

Una storia tutta al femminile, scritta con mano salda, che ci fa tuffare nella vicenda della famiglia di due sorelle, Cassie (Cassandra) e Dora (Pandora), che più diverse non potrebbero essere: Cassie che “aveva fatto irruzione nel mondo con una sinfonia rumorosa, dando fiato ai polmoni” mentre Dora era “venuta al mondo senza fretta e senza far rumore, tanto silenziosamente che Helen aveva avuto paura che ci fose qualcosa che non andava”.

"Cassie era quella che si buttava a terra al supermercato e scalciava e gridava finchè non otteneva i cereali per la colazione che voleva lei; Dora si accontentava di avere gli stessi dell sorella. Cassie era quella che tirava fuori tutti i vestiti dal baule dei travestimenti e se li provava uno dopo l'altro...Dora li raccoglieva tutti e li rimetteva ordinatamente a posto per evitare che la sorella finisse nei guai”.

E man mano che l'età avanza, le differenze non fanno che crescere di fronte agli occhi della madre Helen, stupita di aver partorito “due creature così diverse e affascinanti”. La felicità della vita con loro, a Helen sembra di riuscire a fissarla per un istante nell'obbiettivo di una macchina fotografica, mentre le due bambine giocano a raccogliere conchiglie e rincorrersi e con il padre Richard.

Quella mattinata erano nella residenza dei nonni a Clifftops, immersa nella natura, e che presto diventerà casa loro, con quel suo odore caratteristico di “polvere e legno di cedro”, trasformandosi nello scenario delle loro avventure di bambine e di adolescenti. Ma nel passaggio da infanzia alla nuova maturità tante cose cambieranno intorno a loro.

Dovranno chiedersi se credono nel paradiso, si interrogheranno su cosa sia l'amore in una famiglia (bellissima la metafora del frutteto che racconterà loro il giardiniere) sulla capacità di accontentarsi di quel che si ha e di non distruggere tutto per correre incontro alle proprie aspirazioni, sul mettere coloro che amiamo al primo posto, nella nostra vita, per trovare noi stessi la felicità.

Da quella foto sulla spiaggia, Helen non si separerà mai, anche dopo l'evento che cambierà per sempre le loro vite, evento sul quale ognuno a distanza di dieci anni continua a chiedersi quanta parte di responsabilità abbia avuto nella vicenda.

Responsabilità che forse ha origine proprio dalla parte di sè che ognuno di loro ha tenuto nascosto agli altri, finendo poi ognuno disperso nel vento, “ciascuno nel proprio purgatorio personale”. Ma qualcosa di inatteso, una novità che chiede di essere affrontata con coraggio, potrebbe rimettere in moto le loro vite.

“E mentre se ne stava seduta sui sassolini, con le braccia strette intorno alle ginocchia, guardando il marito e le figlie che correvano sulla spiaggia e ridevano spensierati, sorrise fra sé e sé. Ciò che si diceva era vero: in fin dei conti era la famiglia che contava più di ogni altra cosa”.

H. Richell
Le bambine che cercavano conchiglie
Garzanti ed.
18.60 euro

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