Hydromania, di Assaf Gavron

hydromaniCome potrebbe essere il futuro con scorte di acqua ridotte? Lo immagina il romanzo "Hydromania" di Assaf Gavron (NIS 84 ed.), recensito su Haaretz da un critico che ricorda che il tema è più che mai attuale, poichè "le guerre fra israeliani e palestinesi non sono tanto per il controllo del territorio, o l'indipendenza, ma sono guerre all'ultima goccia d'acqua".

Ecco allora lo scenario immaginato da questo autore: la predominanza della cultura cinese, sia nel linguaggio sia nelle forme di commercio, e l'assenza di soldi (sostituiti da un microchip che viene impiantato a partire dai 2 anni di età e aggiorna in tempo reale il credito a disposizione di quella persona) e si comunica attraverso degli occhiali in grado di decifrare in modalità wireless i dati contenuti nei chip dell'altra persona.

Addio caffè e cioccolata (per produrla ci vuole troppa acqua, e poi è un alimento che provoca sete, cosa da evitare quando si ha l'acqua razionata).
Anche la Coca cola è estinta, spiega un personaggio nel libro, "come 'l'urlo, la domanda, la protesta - ognuno si nasconde dietro i computer e gli occhiali rendono le persone degli individui isolati che cercano di comunicare ma non riescono, perchè hanno perduto il potere collettivo e l'abilità di organizzarsi per combattere per delle cause". In tutto questo, leggo, la protagonista Mia, rimasta vedova e incinta, cercherà un modo per ribellarsi.

Via | Haaretz
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail