Il fuoco dell'amore e il gelo della neve in una poesia di Clément Marot

Amore sotto la neve

Sotto la neve, pane dice la saggezza popolare. Ma potremo anche dire che sotto la neve c’è il fuoco e, metaforicamente, anche l’ardore dell’amore. Se è esperienza comune scottarsi con la neve, lo anche provare il fuoco dell’amore nel gelo invernale. A volte basta un gesto, un sorriso, un nonnulla perché la scintilla divampi e l’amore diventi concreto.

È un po’ quello che ci racconta Clément Marot (1496-1544) nella poesia Ad Anna, che gli gettò la neve: un semplice gesto come quello di gettare delle palle di neve per gioco, può scatenare la più intensa delle passioni. Del resto, afferma il poeta, “ghiaccio, neve, acqua valgono a nulla” se si cede all’amore.

Ad Anna, che gli gettò della neve

Anna per gioco mi gettò della neve,
che trovai fredda, senz’alcun dubbio:
ma era fuoco, e n’ebbi prova,
ché ne avvampai, di soprassalto.

Visto che il fuoco s’annida quieto
sotto la neve, quale riparo potrò
trovare dalle sue fiamme? Anna,
solo il tuo incanto potrà placarle
(io ben l’ho inteso: ghiaccio, neve,
acqua valgono a nulla) se al loro ardore
anche tu cedi, com’io ho ceduto.

Foto | Per Ola Wiberg ~ powi via photopin cc

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