Un romanzo che sa di buona cucina

Un'altra delle mie passioni, e lo confesso soprattutto agli amici di Gustoblog, è l'abbinamento cibo-letteratura.

Così girovagando per siti gastronomici mi sono imbattuta in Papero Giallo, uno dei blog del network di Gambero Rosso (che sta organizzando la manifestazione Dire Fare Mangiare). E vi ho trovato un libro, "Di viole e liquirizia scritto da Nico Orengo "un autore che il pianeta cibo l'ha già trattato molte volte e molto bene. E' un romanzo ambientato nelle Langhe, il protagonista è un sommelier francese, Daniel, chiamato ad Alba per guidare alcune degustazioni. La descrizione dell'ambiente, dei vini, le schede tecniche delle bottiglie, che qui non appaiono la caricatura di cui troppo spesso si parla ma parte integrante del racconto, i pranzi e le cene...tutto trasmette l'odore e il sapore dei luoghi".



Beh, in un periodo in cui la letteratura abbonda di già visto, un bel libro sul gusto delle cose buone, della cucina regionale e soprattutto del buon vino, ci voleva.

Anche perché, io sono del parere che per fare un buon vino bisogna essere dei poeti... e chissà forse per fare un buon libro bisogna essere dei bravi bevitori!

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