Enzo Tortora:"Cara Silvia - Lettere per non dimenticare"


La storia di Enzo Tortora durante il calvario giudiziario durato tre anni, raccontata dalle lettere inviate alla figlia durante il periodo di reclusione; questo il contenuto di "Cara Silvia - Lettere per non dimenticare" (Edizioni Marsilio). E' la stessa figlia di Tortora, Silvia, a riproporle raccolte in un unico libro.

Enzo Tortora, indimenticato conduttore di Portobello, venne accusato nel 1983 di associazione a delinquere di stampo mafioso e nonostante lui si fosse dichiarato sempre innocente, ci vollero tre anni perchè alla fine fosse assolto dall'accusa infamante. Ma come aveva influito su di una persona onesta il carcere? Chiunque in quegli anni seguì gli eventi, vide che Tortora alla fine della vicenda non era più l'uomo di prima.

Le lettere inviate alla figlia dal carcere sono strazianti, vi traspare la disperazione di un uomo che sa di essere innocente ed è finito in un ingranaggio da cui non riesce a liberarsi, come nel Processo di Kafka. Ma nonostante questo continua a sperare e a preoccuparsi delle figlie, della loro salute e di quel avrebbero potuto pensare di lui; anche dopo la sua morte. In una lettera che lascia alla figlia Silvia con le istruzioni di aprirla solo dopo la sua morte scrive: “Sii te stessa, e non mollare. Papà non l’ha fatto mai. Ti auguro di essere felice…”. Un vero pugno nello stomaco. Seguendo il link trovate l'intervista a Silvia Tortora su Affari Italiani

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