Il presenzialismo degli scrittori famosi su Facebook

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Gli scrittori famosi su Facebook sono presenzialisti, e non hanno il minimo senso dell'umorismo. Il verdetto viene da "Il Giornale", che dopo aver pubblicato, il 9 ottobre scorso a firma Gian Paolo Serino, una disamina delle iniziative degli scrittori famosi per farsi pubblicità su Facebook segnala come la maggior parte di quelli presi di mira abbiano cancellato, dopo l'articolo (intitolato "Facebook: dove gli scrittori perdono la faccia") ogni traccia di sè.

Da Roberto Cotroneo, che "ha scritto tutta l'estate per pubblicizzare il suo libro" (il suo profilo non esiste più). Oppure Niccolò Ammaniti (è rimasto solo il suo fan club) o ancora Aldo Nove, che ha dato all'autore del suddetto articolo del "Pirla" (specificando "pirla inteso in senso montaliano, però..."). Ma nell'articolo, che trovate qui, ce n'è per tutti: da Giuseppe Genna a Raul Montanari, da Giulio Mozzi a Aldo Nove, appunto, a Alberto Castelvecchi, presi di mira anche per le frasi banalotte scritte nei loro spazi personali.

Melissa P. invece si è giustificata, scrive Serino, scrivendo di non essere "una scrittrice ma una casalinga affezionata alle parole che ha venduto milioni di libri. Io sono impegnata a mettere il pollo in forno, a spazzare i pavimenti, e quindi al massimo scrivo qualche libercolo che varie milioni di persone comprano, varie migliaia apprezzano, proprio perché sono una casalinga scrittrice e non una intellettuale come te che si scorda che nella vita ci sono cose più importanti che parlare di letteratura". Dagospia ha sintetizzato l'obiettivo (riuscito) dell'articolo incriminato: «Il Giornale denuncia le “Marchette letterarie de noartri”».

Via | Il Giornale
Foto | Flickr

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