Gli adulti sono bambini andati a male, di Maurizio Parodi

Il sottotitolo di questo libro molto interessante di Maurizio Parodi, Gli adulti sono bambini andati a male, è “per genitori, educatori e insegnanti che vogliono imparare a non insegnare”. Perchè a volte “insegnare” è un modo per far “andare a male” i bambini, come ci spiega.

Prendiamo ad esempio la logica dell'”ognun per sè”, che viene proposta sia nell'apprendimento che nel gioco. “Siamo precocemente istruiti a battere o abbattere l'altro: avversario e nemico”, cosa relativa alla nostra cultura visto che altre popolazioni (ad esempio gli Inuit in Alaska, o gli aborigeni australiani) conoscono solo “giochi cooperativi”.

Metodo, quello competitivo, da mettere in discussione, se è vero che “siamo animali comunicativi, molto più portati a collaborare che a competere; e la cooperazione funziona meglio se ci sentiamo tutti partecipi, alla pari, animati da valori comuni: non soggetti all'autorità indiscussa che disciplina dall'alto. Sfruttare bene questa nostra indole ci apre potenzialità illimitate”.

Si impara meglio “insieme”, insomma. E si impara anche sperimentando “l'errore “– altro concetto interessante – come “indizio di una elaborazione originale (che ci parla di possibilità impensate e non esplorate”.

In altre parole, non serve a molto “riprendere il bambino a ogni errore”, ma sarebbe più utile fornire a ogni scolaro “i mezzi ma soprattutto l'opportunità di valutare da sé l'esito delle proprie azioni, di stabilire se ciò che ha fatto è giusto o sbagliato, di provare soluzioni diverse, di imparare dai propri sbagli, insomma di fare esperienza”.

Tutto questo è possibile se al posto dell'insegnante, educatore o genitore che si voglia, c'è qualcuno che non crede che si impari qualcosa solo “attraverso la ripetizione, magari “con parole sue””. Cosa che invece spesso succede a scuola, dove si abitua, a volte solo subliminalmente, lo studente “a diffidare delle proprie intuizioni, delle proprie logiche, del proprio pensiero”.

Ma da un punto di vista più “costruttivo”, che adulti dobbiamo essere per evitare che i nostri bambini “vadano a male”?

Da una parte “l'invadenza degli adulti, così come la loro latitanza , che spesso non sono affatto in contraddizione...ostacolano la crescita dei bambini”. Nel senso che in entrambi i casi, “quando c'è, l'adulto incombe”.

Il segreto è proprio non essere “adulti che incombono", ovvero mettere il bambino, il figlio, lo studente “al centro” di un apprendimento che avviene in “rete”, in collaborazione con gli altri bambini.

“Porre lo studente al centro della scuola significa liberarlo da ogni paura; riconoscerne, appunto, bisogni e desideri; motivarne significativamente il lavoro; farne occasione di gioia condivisa da una comunità di compagni che non siano in competizione...dare spazio alla sua esperienza, valore ai suoi sentimenti, sostegno alla sua ricerca”.

Mettere al centro i bambini. Che invece oggi sono “spesso sottoposti a stimoli “adultizzanti” e considerati soprattutto...come oggetti di consumo per il soddisfacimento dei bisogni, spesso infantili, dei genitori; bambini “affollati” di oggetti e di impegni...sottoposti a processi di educazione e istruzione che però tendono a limitare anziché rendere attivi, propositivi, critici- persino la spontaneità è a comando”.

E il tutto all'interno di una relazione “amorosa”, sul modello di quella per eccellenza, la “materna”, che permette di crescere e andare avanti”, come sostiene luminosamente, citata dall'autore, la docente di pedagogia Anna Maria Piussi, e non all'interno di una situazione di “controllo” adulto-bambino. Che si esplica ad esempio in un interessante elenco di frasi-slogan citate nel testo, da evitare per tanti motivi, come l'uso di punizioni corporali.

M. Parodi
Gli adulti sono bambini andati a male
Sonda ed.
14 euro

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