Joseph Conrad e l'avventurosa Gioventù di Marlow


A parlare é Charles Marlow, alter-ego di Joseph Conrad che ritornerà in capolavori come "Cuore di Tenebra" e "Lord Jim". Navigato marinaio britannico pronto a raccontare, a decenni di distanza e una volta la lingua sciolta dalla bottiglia, le storie di un lontano passato pieno di avventure, il nostro eroe riscopre il profumo e l'energia di una delle sue esperienze più significative.
In "Giovinezza", titolo originale "Youth", è proprio lui, narratore ormai amaro, ma ancora profondamente innamorato del suo stesso ardore giovanile, a sciogliere lo spesso filo degli eventi collegati al suo primo imbarco come secondo ufficiale, restato inciso nella memoria insieme alla silhouette delle prime coste orientali, abbordate rocambolesche da un'insieme di uomini di bordo sopravvissuti a parecchi imprevisti.

Ingaggiato a bordo del Judea (evidente rievocazione letteraria del Palestine sul quale lo scrittore lavorò davvero) e diretto a Bankok, in preda all'improvvisa maturità del ruolo, resa ancora più subitanea dai problemi legati alle cattivi condizioni della nave e alla natura del carico, il ventiquattrenne che ricalca ben da vicino il destino di Conrad, originario della nobiltà polacca e stregato dalle lusinghe del mare, seguirà la rotta impervia ed esaltante e breve della giovinezza senza nessuna esitazione:

E dal canto mio, vi era anche la giovinezza a rendermi paziente. Avevo davanti tutto l'Oriente e tutta la vita, e il pensiero che su quella nave ero stato messo alla prova e me l'ero cavata più che bene. E pensavo agli uomini del passato che, secoli prima, avevano percorso quella stessa rotta con navi che non tenevano il mare meglio di lei, per la terra delle palme, delle spezie, delle sabbie gialle, delle nazioni brune governate da re più crudeli di Nerone romano e più splendidi di Salomone ebreo. La vecchia nave seguitava a scarrocciare, appesantita dagli anni, dal gravame del carico, mentre io vivevo la vita della giovinezza, in ignoranza e speranza.
Continuò a scarrocciare per un'interminabile processione di giorni, e la doratura ridipinta fiammeggiava al tramonto e sembrava gridasse al mare che incupiva, le parole dipinte sulla poppa 'Judea. Londra. Riuscire o Perire'.

Nell'immagine risalente al 1920 circa, i membri della ciurma del 'Joseph Conrad', riavvolgono le vele e il sartiame durante una crociera intorno al mondo. La nave apparteneva al giornalista australiano Alan Villiers. (Foto di Hulton Archive/Getty Images)

Via | scuolafilosofica.com

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