Libri da leggere: Charles Willeford - Tiro Mancino

Charles Wileford - Tiro MancinoDevo ammettere che non ho mai particolarmente amato i polizieschi, tuttavia ho trovato Tiro Mancino di Charles Willeford, (Marcos y Marcos 2005) molto godibile. Willeford travasa nei suoi libri, molto duri e taglienti, alcune delle sue esperienze personali ed in particolar modo i vent'anni trascorsi nell'esercito, che molto hanno influito sul suo modo di raccontare.

I suoi libri sono già un mito a partire dal primo, Miami Bues, cui Quentin Tarantino dedicò il suo celebre film Pulp Fiction. Tiro Mancino è ambientato tra Miami e Riviera Beach e si svolge su due binari paralleli. Da una parte vede il sergente della omicidi Hoke Moseley, già protagonista degli altri romanzi di Willeford, uomo di mezza età in crisi, invischiato nel tentativo di semplificarsi la vita;

dall'altra parte la curiosa vicenda del vecchio Stanley, che accusato ingiustamente di pedofilia, si trova a incrociare i propri destini con Troy Louden, pluriomicida, suo compagno di cella. Troy , soggetto dotato di eccezionale carisma, coinvolge in un crescendo il riluttante Staney, a settant'anni suonati, in una rapina ad un supermercato, dagli esiti imprevedibili.

Proprio a causa di questa rapina le strade del sergente Hoke di Stanley e di Troy si incroceranno. Il romanzo è identificabile nel genere crime fiction, come lo ha definito Tarantino, e in effetti ricorda molto i film di quest'ultimo, sia in termini di violenza che di linguaggio. Il personaggio più interessante del romanzo rimane comunque Troy Louden, sia perché, si sa, il cattivo ha sempre un fascino particolare, sia perché effettivamente è tratteggiato molto bene. Troy porta dentro di se una carica anarchica e distruttrice. E' per sua stessa ammissione un sociopatico, capace di "distinguere il bene dal male, ma cui non frega un cazzo di farlo". Il suo personaggio è spiazzante, capace della volontà di aiutare gli altri, sebbene a suo modo, e un secondo dopo sparargli in faccia; in netta contrapposizione con il placido Stanley, rappresentante perfetto della middle class americana. Lo stile di Willeford curiosamente non rispecchia i canoni dello scrittore pulp. In realtà spesso è molto descrittivo, di ampio respiro, per poi partire all'improvviso con secche e rapide scene d'azione. Consigliato agli amanti di Pulp Fiction e, ovviamente, di Quentin Tarantino.

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