Alfa e Omega: Addio alle armi

Paseo de Hemingway

Oggi presentiamo l'inizio e la fine di Addio alle armi di Ernest Hemingway, nella traduzione di Fernanda Pivano.

Incipit:

Sul finire dell'estate di quell'anno eravamo in una casa in un villaggio che di là del fiume e della pianura guardava le montagne. Nel letto del fiume c'erano sassi e ciottoli, asciutti e bianchi sotto il sole, e l'acqua era limpida e guizzante e azzurra nei canali. Davanti alla casa passavano truppe e scendevano lungo la strada e la polvere che sollevavano copriva le foglie degli alberi. Anche i tronchi degli alberi erano polverosi e le foglie caddero presto quell'anno e si vedevano le truppe marciare lungo la strada e la polvere che si sollevava e le foglie che, mosse dal vento, cadevano e i soldati che marciavano e poi la strada nuda e bianca, se non per le foglie.

Desinit:

- Non può entrare, adesso - disse un'infermiera.
- Sì, posso - dissi.
- Non può ancora entrare.
- Vada via - dissi. - Anche quell'altra.
Ma quando le ebbi fatte uscire ed ebbi chiuso la porta e spento la luce non servì a niente. Fu come salutare una statua. Dopo un po' me ne andai e uscii dall'ospedale e ritornai a piedi in albergo nella pioggia.

Foto | Flickr

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