Alfa e Omega: Il placido Don

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Il placido Don - in originale Tichij Don - è un romanzo storico di Michail A. Šolochov, Nobel per la letteratura nel 1965 e «vate del cosiddetto "realismo socialista"», per dirla col grandissimo e compianto critico Giovanni Buttafava, «della letteratura sovietica ortodossa, del modo di intendere la cultura e l'arte negli ambienti di governo e di partito in URSS.» Il placido Don, tradotto da Maria Rakowska ed Ettore Fabietti, è ambientato in Russia alla vigilia della prima guerra mondiale.

Incipit:

La casa dei Melechov si trova proprio al limite del villaggio. Il portone del cortile dov'è il bestiame guarda a tramontana verso il Don. Un ripido pendìo di una ventina di metri, tra macigni calcarei chiazzati di muschio verdastro - ed ecco la riva: un largo strato di conchigliette color madreperla, una grigia striscia sinuosa di ghiaia, continuamente baciata dalle onde, e più oltre la rapida corrente in mezzo al Don che s'increspa sotto il vento con riflessi d'acciaio.

Desinit:

La notte, Pantalej Prokofjevic, urtando col gomito il fianco di Iljinisna, le sussurrò:
- Guarda cautamente se sono andati a letto insieme.
- Io ho preparato per loro il letto matrimoniale.
- Guarda, guarda un po'.
Iljinisna guardò attraverso la serratura della porta, poi tornò dal marito.
- Sono insieme.
- Sia ringraziato Dio! Sia ringraziato Dio! - Il vecchio si sollevò sul gomito e si segnò singhiozzando.
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