E se Hitler fosse diventato un grande pittore? Omicida e artista di Ruben De Luca

copertina Omicidio e artista L'interessante e sconvolgente teoria di Ruben De Luca nel suo Omicida e artista è che ci siano diverse analogie tra chi crea opere d'arte e chi invece distrugge vite umane. Entrambi partono da fantasie che vengono poi esternate, tutti e due sono alla ricerca di un pubblico.

La tesi è supportata dalla rilevazione di molti tratti caratteriali e psicologici comuni tra i serial killer e gli artisti: la perversione, l'isolamento, il narcisismo. Secondo De Luca ci sono stati, nel corso della storia, alcuni pittori che hanno sublimato la loro sete di morte attraverso la rappresentazione artstica. Lo stesso Caravaggio mostrava aggressività e spesso si trovava coinvolto in risse, anche molto violente.

Al contrario invece alcuni serial killer, una volta catturati e quindi messi nell'impossibilità di uccidere, si sono dedicati con successo alla pittura. I soggetti delle opere sono sempre corpi mutilati, scene di delitti, o personaggi di ispirazione satanica, a conferma dell'idea che l'attività creativa sostituisca quella omicida.

Un esempio illustre, riportato nel libro, è Adolf Hitler. Il dittatore tedesco era un artista fallito, da adolescente sognava di diventare un pittore o un architetto e produsse un gran numero di dipinti e disegni, in particolare utilizzando la tecnica dell'acquerello. Ma la sua carriera artistica fu deludente: più volte venne rifiutato dall'Accademia delle Belle Arti e si ridusse a vagabondare disegnando paesaggi e dicendo a tutti di essere un pittore. La tesi dell'autore del libro è che se Hitler avesse coronato il suo sogno artistico, forse il mondo si sarebbe risparmiato il più grande assassino della storia.

Omicidio e artista
Ruben De Luca
Edizioni I Magi
€ 25,00

  • shares
  • Mail