L'angelo di Filippa, di Filippa Sayn-Wittgenstein

“Si dovrebbe festeggiare sulla mia tomba, festeggiare in maniera ordinata, non arrivarci troppo ubriachi oppure trasandati! Cuocere alla griglia o soltanto fermarsi, come anch'io mi fermerò e festa per tutti quelli che ho lasciato definitivamente, ma piena di gioiosa fiducia in un arrivederci”

Chissà se esistono ancora nel mondo cuori che sappiano prendere sul serio (con la “dovuta calma... la dovuta comprensione... la dovuta serietà”) come si augurava l'adolescente Filippa Sayn-Wittgenstein, il suo diario, best seller in Germania e ora tradotto anche in Italia, a più di dieci anni dalla sua scomparsa in un incidente d'auto.

Perchè leggere il diario di Filippa, quarta di sette fratelli di una famiglia nobile ma senza sfarzi, morta nel settembre 2001 a 19 anni dopo pochi (felicissimi) mesi di matrimonio, all'inizio di una promettente carriera da fotografa, richiede cuori giovani.

Cuori che li leggano “con il dovuto amore...la dovuta serietà e prendano sul serio” le sue parole, come si augurava. Perchè lei, col suo cuore sfavillante al centro del nido di pensieri, entusiasmi, cronache di cotte, titoli di canzoni e punti esclamativi che spumeggiano sulla pagina, era una seria, con una profonda fede religiosa, “contenta di essere cattolica”.

Per lei scoperta di dove abiti la pace (che ognuno di noi nel suo cuore cerca) non è in contraddizione con la passione per gli U2, lei è una per cui si può essere felici anche senza boyfriend a soli 13 giorni dalla maturità, e che davanti alla terribile prospettiva dell'estrazione dei denti del giudizio invece di cercare deboli pensieri di consolazione esulta (!) al pensiero che Dio ci ama.

“esattamente lunedì alle 11.15...saranno estratti i denti del giudizio! ACCIDENTI! Andrà comunque tutto liscio! Dio mi ama! Io amo Dio! Adesso, devo dormire!”.

Perchè in fondo, anche se poi uno si affretta con le preghiere, la sera, è solo per avere il tempo di fantasticare, per “avere il tempo di sognare prima di dormire, di sognare sugli uomini, la natura le stelle...una pienezza in Dio con tutte le bellezze della natura”.

“Cioè, sto cosììì bene che basta per due oppure ancora di più. Ma vorrei fare ciò che Dio ha in mente per me e sarò sempre riconoscente per quello che ho avuto e che ho. Grazie. Anche e in particolare perchè mi posso rallegrare cosììì tanto, quando altri piangono per tutto quello che hanno, perchè poi perdendolo gli rimane solo il ricordo”.

E se a una certa età, è normale scoprire di avere una nuova cotta dopo due ore che si conosce qualcuno, allo stesso tempo è naturale credere che la tua anima gemella dovrà essere anche e soprattutto il tuo migliore amico. E anche se in certi momenti pensi cose del genere “non so fare niente, sono bruttissima, con un grosso sedere”, a volte ti senti in pace col mondo e con te stessa, ed è solo nel momento in cui capisci di essere amata davvero.

“Dio mia ama con amore eterno!/Dall'Eternità/ quando ancora nessun altro/mi conosceva e pensava a me/(...) vivevo già nel suo Suo Spirito/simile al quadro/che vive nello spirito dell'artista/prima che venga creato (padre J. Kentenich) - cita lei – E' davvero un pensiero bellissimo: Dio ti ama”

Certo, a una certa età, è normale rimanere delusi dal fatto di non provare più niente per quel tipo fantastico, tornando nel posto di villeggiatura, e pensare allo stesso tempo che “la morte è insignificante”. Perchè anche se non ci siamo mai innamorati, il nostro cuore lo sa, che “l'amore, quello vero, quello dell'anima non conosce né il tempo dopo la morte, né cambiamenti umore, né condizioni”.

“Pensare. Alcuni dicono che penso troppo....Sarà vero? No. Non credo che si possa pensare troppo...Chi non sa pensare non vive. Tutte le volte che non ho riflettuto o pensato troppo poco, ho sbagliato...”

L'importante è non smettere di sognare, non smettere di immaginare che quel che di bello immaginiamo per il nostro futuro possiamo realizzarlo. Perchè “tutto ciò che è possibile può succedere...Tutto quello che è possibile può accadere un giorno e sicuramente accadrà”.

In fondo, sapete cosa penso? Che non è così sbagliato cercare amici nell'al di là, perchè alla fine della lettura di questo diario di Filippa Sayn-Wittgenstein, è proprio questo che succede: si ha l'impressione di esser riusciti a fare amicizia con una nuova persona. Non a caso, Filippa ha smesso di scrivere quando ha incontrato l'uomo della sua vita, a cui sentiva di poter dire tutto quel che prima aveva affidato alla carta bianca.

“Vi ho amato così tanto. Rimanete uniti. Servite Dio. Non come condizione al mio amore per voi, ma come aiuto per amare voi stessi, voi, e per diventare felici come lo ero io nel mio Sayn ai piedi del Westerwald, davanti alla vasta pianura del Reno”. Ciao Filippa.

Filippa Sayn-Wittgenstein
L'angelo di Filippa
Effatà ed.
12 euro

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