Il suo romanzo è roba grossa /2

(segue, articolo di Devis Bellucci) Che cosa fare e non fare

Concludendo, “Troppo azzurro per il cielo” è stato accettato dalla quasi totalità degli editori. E poi ci lamentiamo che è difficile pubblicare se sei sconosciuto. È facile, invece: paghi e ti pubblicano qualunque cosa senza nemmeno leggerla, coprendo il merlo di turno con discorsi barocchi e trascurando l'elemento più importante, ossia la distribuzione dei testi. Un editore senza distributore è poco più di una tipografia, e in tal caso il consiglio è di andare direttamente in una bella tipografia e farsi fare un preventivo. Con poche centinaia di Euro avrete fra le mani le vostre dogmatiche cinquecento copie che potrete regalare a giornalisti, amici e amanti sperando nel colpaccio di fortuna.

Esistono, grazie a Dio, alcuni piccoli editori, seri e umili, che non chiedono alcun contributo né in denaro né in copie acquistate, ed è su questi che si deve puntare. I loro libri vengono regolarmente distribuiti sia nelle librerie sia sui grandi portali web. Ebbene, nessuno fra questi editori si è azzardato a propormi la pubblicazione del manoscritto indecente che avevo inviato. L'avevano letto e scartato.

È bene ricordare che se un libro è originale e ben scritto, magari due, tre, venti editori vi diranno di no per questioni di marketing, ma prima o poi troverete qualcuno disposto ad investirci i soldi. Sottolineo, però, le due parole: originale e ben scritto. In tal senso, la prima domanda che deve farsi uno scrittore è “Io leggo?”. Perché per scrivere bene bisogna leggere tanto. Tanta poesia e tanta narrativa. Secondo i propri gusti, per l’amor di Dio, perché leggere è prima di tutto un piacere, ma sulla quantità ci sono ben pochi compromessi. Leggendo si impara il gioco e la musicalità delle parole. Un testo è sempre, infatti, pensiero ed estetica. Solo studiando le parole degli altri si può imparare a tracciare una propria strada.

Supponiamo allora di avere terminato la nostra opera e di essere anche dei grandi lettori. A questo punto il passo successivo. Pochi autori sono buoni critici di se stessi, pertanto è necessaria la fase di revisione. Date il vostro testo in mano a diverse persone perché lo leggano. Gente di cui vi fidate, ovviamente, e se possibile con gusti differenti gli uni dagli altri e anche con basi scolastiche differenti. Prima di inviare il testo alla casa editrice, è bene tutelarsi un minimo dal plagio (ipotesi remota, ma non si sa mai). Per depositare il manoscritto si può optare per la data certa postale, per il deposito fiduciario da un notaio o per il deposito opere inedite presso la Sezione OLAF (Opere Letterarie ed Arti Figurative) della SIAE. La scelta dipende dal vostro budget.
Siamo ora pronti per contattare la casa editrice, consapevoli del fatto che ogni editore a pagamento vi dirà che nessuno pubblicherà mai gratis un autore sconosciuto. Bugiardoni, vi diventa lungo il naso. Per fare una bella scrematura, scriviamo da subito; “Non sono disposto a sostenere la pubblicazione né con un contributo economico né con l’acquisto di copie”. Nel mio caso, nessuno avrebbe pubblicato gratuitamente “Troppo azzurro per il cielo” perché semplicemente fa schifo, a partire dal titolo e dal primo paragrafo, che vi risparmio.

E poi che si fa? Si manda il manoscritto? No, si scrive una sinossi, ossia una presentazione allettante del vostro lavoro che non superi la mezza pagina. Con la sinossi ci si gioca tutto. Si deve capire il tema del romanzo, il suo stile, il target a cui è diretto, ma soprattutto si deve cogliere l’originalità del vostro lavoro. Se la sinossi è scritta male… addio pubblicazione, e ce lo meritiamo. In fondo, chi va in libreria e compra un romanzo che non conosce, che cosa fa? Guarda la copertina (ma voi non ce l’avete ancora, un punto di svantaggio) e legge la quarta di copertina. Io ho letto delle bufale pazzesche con delle quarte di copertina incredibili. Mi hanno fregato, insomma, ma hanno saputo fare il loro lavoro. Scritta la nostra sinossi accattivante, mandiamo una bella email in cui dichiariamo la nostra disponibilità ad inviare il manoscritto completo. Naturalmente, per non far la figura dei perditempo, se stiamo proponendo un “giallo” abbiamo appurato che l'editore in questione pubblica libri gialli.

continua...

Foto | Flickr

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