Il suicidio di David Foster Wallace: il cordoglio dei lettori

David Foster Wallace

Il suicidio di David Foster Wallace ha lasciato attonita la cosiddetta logosfera, quel settore di umanità composto da chi scrive e da chi legge letteratura in tutto il mondo. Più per completezza che per consolazione, si attende di conoscere le ragioni di un gesto così violento, che ha colto di sorpresa persino le persone più vicine a DFW.

Nel frattempo i lettori esprimono in rete il proprio dolore. I loro scritti restituiscono pienamente il senso della perdita.

Tra i commenti del blog di libri del Los Angeles Times, "kvs" scrive: «sono stordito. Abbattuto. Foster Wallace è l'unica ragione per cui sono uno scrittore e ho sempre creduto di poterlo essere.» Gli fa eco "Russell": «speravo di potergli raccontare un giorno che cosa ha significato per me Infinite Jest, il fatto che quasi ogni giorno mi tornino in mente scene di quel libro, e quanto mi abbia aiutato a smettere di bere».

Foto | Flickr

«Sono scioccata e triste,» spiega tale "tcd". «Brevi interviste con uomini schifosi è stato uno dei fattori che mi hanno chiarito che dovevo lasciare quel violento di mio marito sei anni fa e cominciare una nuova, meravigliosa vita coi miei figli. Un uomo che con la sua scrittura mi ha aiutato a creare una nuova vita come può morire in questo modo?»

Un lettore si lancia invece in un'interessante disamina psicologica, firmata "lexingtonandfifthnine": «il signor Wallace sapeva che sua moglie lo avrebbe trovato impiccato. Psicologicamente, da un punto di vista più analitico, il suo deve essere interpretato come un gesto molto ostile. La persona che soffre di più e precipita in un terrificante stato di shock è quella che ritrova il corpo, specialmente dopo un suicidio così raccapricciante come quello per impiccagione.»

«Ognuno ha i suoi limiti,» spiega John Hemingway, nipote dell'autore de Il vecchio e il mare. «È questo ciò che rispondo a chi mi chiede del suicidio di mio nonno, o di Margaux, o di chiunque altro. Quando il dolore, sia esso esistenziale o fisico, supera il limite di sopportazione, non si può davvero incolpare una persona se fa ciò che hanno fatto loro. La morte di David Foster Wallace è una tragedia. Se n'è andato uno dei più grandi scrittori della mia generazione.»

Più sintetico e sentito il commento di "Derek": «attraverso la sua scrittura, mi è sembrato di conoscerlo. Ora mi sento come se avessi perso un amico.»

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