Un castello di inganni, di Elizabeth George

A nord-ovest dell’Inghilterra c’è la contea di Cumbria, terra feconda di geni letterari (vi sono nati, ad esempio, Coleridge, de Quincy, Wordsworth) e di laghi meravigliosi, ma è anche la terra dei Fairclough, antica e ricca famiglia ora dedita all'industria.

Famiglia, peraltro, che ha i suoi bei problemi, come tutte le famiglie, e i cui componenti si odiano adesso come e si sono odiati per secoli per ovvie ragioni. Ma spesso l’odio lo hanno rivolto verso se stessi.

Nicholas Fairclough, per esempio, è il figlio dissoluto di Bernard e ha trascorso i suoi trentadue anni sotto l’effetto della metamfetamina, passando più tempo nelle cliniche di recupero che in giro per il mondo, salvo poi innamorarsi di una bellissima donna, salvarsi e tornare in patria e redimersi.

È Ian, invece, nipote di Bernard Fairclough, a essere ritrovato morto dopo una lite con il suo compagno. Kaver, infatti, non ne vuole sapere di portare alla luce il loro rapporto e metterlo nero su bianco – un rapporto vissuto gran parte in clandestinità.

E da questo momento la contea di Cumbria diviene il crocevia di una serie di personaggi, che sono tanti, e tutti egregiamente descritti da Elizabeth George – che è l’eleganza fatta scrittura – nel suo ultimo Un castello di inganni, appena uscito per Longanesi.

Arrivano Zed, un giovanissimo giornalista ingaggiato da uno dei peggiori giornali scandalistici – il «Source» – per trovare la storia più "sexy" che si possa trarre da una simile situazione, e poi ovviamente Thomas Lynley, arrivato in Cumbria per fare un piacere a sir David Hillier. Toccherà a lui districarsi nel labirinto fatto di bugie e mezze verità della famiglia Fairclough.

UN CASTELLO DI INGANNI
Elizabeth George
Traduzione di M. Cristina Pietri
Pagine: 594
Prezzo: € 18.80

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