Cesare Pavese e il mestiere di editore

copertina In occasione del centenario della nascita di Cesare Pavese, che ricorre proprio oggi, Einaudi ha deciso di pubblicare un'antologia di lettere dello scrittore (Cesare Pavese, Officina Einaudi, Einaudi, € 22)

La scelta è ricaduta sul decennio 1940-1950, in cui Pavese era responsabile degli Struzzi dell'editore torinese. Quello che ne viene fuori è quindi il ritratto dell'editore, più che quello dello scrittore. Interessante è tutto il processo di realizzazione del libro che viene descritto, a testimonianza della difficoltà di creare un'opera dal nulla.

Per chi è appassionato di editoria, per chi scrive e legge, per chi è incuriosito dai retroscena della letteratura è emozionante potere conoscere cosa accadeva all'interno di una delle più prestigiose case editrici italiane: gli scambi di opinione con i collaboratori interni, l'irritazione di Pavese per i ritardi nella consegna di Moravia e Alvaro, gli sferzanti e ironici attacchi a Giulio Einaudi.

Inevitabilmente si scopre anche l'uomo, con i suoi gusti personali (aveva trovato insopportabile l'Ulisse di Joyce) e le sue opinioni politiche (scriveva sull'Unità). Un'imperdibile incursione in quella che era l'editoria, quando a selezionare i testi e a editarli c'erano, oltre a Pavese, nomi come Calvino, Ginzburg e Vittorini. I tempi cambiano!

Fonte | Tuttolibri

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