Stephanie ammazza 7, di Janet Evanovich

Prelevare un vecchietto e portarlo davanti al giudice, dovrebbe essere impresa relativamente facile, ma non se il vecchietto in questione è un ricettatore incallito e non se a occuparsi della cosa è Stephanie Plum. Il brutto è che quando Stephanie va a prendere il vecchio Eddie De Chooch, le appare travolto da una profonda depressione. Eppure Eddie trova la lucidità per scappare dalla finestra del bagno. Sembrerebbe ben poco, se non fosse che nel suo garage trova il corpo senza vita di Loretta Ricci, un’anziana che a quanto pare intrallazzava con il vecchio Eddie. Sulle prime, il caso gira a vuoto e Stephanie non ha nient’altro che la descrizione – senza targa – di una Cadillac bianca, e naturalmente il corpo di Loretta sulla quale però non sembra che ci sia stata violenza. Eddie le scappa ben tre volte, e in maniera comicissima e rocambolesca, prima che Stephanie trovi un collegamento con Dougie, un’altra sua conoscenza, ricettatore simpatico ma pur sempre ricettatore e, peggio ancora, scomparso.

Nel frattempo, la sua vita di giovane donna divorziata va avanti: la madre la vorrebbe magari impiegata in un tranquillo ufficio e non in giro a sparare alla gente, ma soprattutto la vorrebbe sposata e con un mucchio di figli al seguito. Esattamente come Valerie, la figlia perfetta, la sorella perfetta con un marito perfetto e figli perfetti.

Una sera, durante una cena a casa dei suoi, porta anche Morelli – poliziotto e ragazzo con cui Stephanie ha una bella e sfuggente storia – e succede l’imprevedibile: Stephanie annuncia il suo matrimonio con l’ignaro Morelli.

«”Davvero?” dice sua madre giustamente incredula. “La terza settimana di agosto?” No, me l’ero inventata lì per lì. Il fatto era che il mio fidanzamento non poteva considerarsi del tutto ufficiale. […] Credo che la definizione migliore fosse che stavamo insieme per stare insieme.»

E d’un tratto un taxi si ferma davanti alla case. Taxi dal quale scendono Valerie e le sue figlie. Suo marito è scappato con la babysitter e, detto per inciso, la sua vita non è per niente perfetta.

E poi c’è ancora la storia di Eddie e Dougie da risolvere. Insomma, un casino assurdo. E più il casino aumenta e più Stephanie diventa adorabile. Talmente adorabile che, dopo una manciata di pagine di Stephanie ammazza 7 (Salani), ti viene una voglia matta di metterti nei guai insieme a lei.

L’unica consolazione è che in Italia siamo arrivati alla settima avventura e sappiamo per certo che ce ne aspettano altre.

Janet Evanovich
Stephanie ammazza 7
Salani
304 pagine
16 euro

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