"Gli occhiali d'oro" di Giorgio Bassani

Giorgio Bassani: uno dei più grandi autori del '900 Tornando a parlare della letteratura del novecento non possiamo certamente escludere Giorgio Bassani. Con “Il giardino dei Finzi Contini” ha sicuramente tracciato una delle pagine più belle della letteratura italiana ma il testo di Bassani che vorrei proporre è “Gli occhiali d’oro”.

Nella città di Ferrara un giovane studente ebreo incontra un affermato medico. All’apparenza niente di più normale ma non per il periodo storico che si trovano a vivere. Il professor Fadigati è un uomo molto colto e molto solo ma non per scelta. La sua presunta omosessualità, infatti, è pane per i pettegolezzi. Questa figura affascina particolarmente il giovane Deliliers, che decide di instaurare con l’anziano dottore un rapporto di amicizia.

Ma il periodo storico non lascia speranze specialmente in un contesto come quello del fascismo in cui la tolleranza non veniva minimamente contemplata. Bassani in questo piccolo volume affronta un problema che tutt’oggi è ancora molto presente, quello della “diversità”. Con uno stile del tutto originale per la sua epoca, in quanto introduce l’io narrante, Bassani tratta l’emarginazione subita sia dagli ebrei (siamo a ridosso delle leggi razziali) sia da un omosessuale imprigionato in una società piena di pregiudizi.

In una posizione del genere si è inequivocabilmente chiamati a fare una scelta: combattere o rinunciare? Il professor Fadigati, intrappolato nella sua immagine dipinta dagli altri, decide di rinunciare e lo fa con il tragico gesto del suicidio. Nemmeno con la morte verrà resa giustizia allo sfortunato medico che verrà così congedato: “Noto Professionista Ferrarese Annegato nelle acque del Po presso Pontelagoscuro”.

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