Melinda se ne infischia, di Daniele Dell'Agnola

copertina Una bicicletta, una panchina, un faggio, due bambole e una ragazzina che sta crescendo. Questi gli elementi salienti di Melinda se ne infischia di Daniele Dell'Agnola edito da Infinito edizioni, un romanzo sugli adolescenti e per gli adolescenti. Niente retorica, né accondiscendenza, ed è strano trattandosi di un autore adulto. Ma non è la prima volta che un grande riesce a parlare ai più piccoli trovando un linguaggio di intesa.

Anche Antoine de Saint Exupery c'era riuscito, creando quell'icona fantastica che è il Piccolo Principe e Gianni Rodari con le sue fiabe e ancora Raymond Queneau con Zazie e Sally Mara. Tutti personaggi fuori dagli schemi, capaci di parlare agli adulti quanto ai non adulti con la loro carica di ingenuità mista a candida spregiudicatezza.

Così è anche Melinda, una diciassettenne come tante, che si misura con la fatica di diventare grande. Non si rifugia nelle droghe, né nel sesso sfrenato, alla stregua di molte sue coetanee che affollano gli scaffali delle librerie, ma ascolta De André e Rachmaninov, legge valanghe di libri che custodisce nella sua casa sul faggio e va in giro con Elettra, la sua bicicletta. Melinda è speciale, come lo erano Pippi Calzalunghe allora e lo è Juno oggi, perché trova alternative sue al marcio da cui si vede circondata.

Scrive il suo Melindario su cui annota brani di libri che ha letto, strofe di canzoni che le sono piaciute e usa un linguaggio tutto suo secondo cui gli stupidi sono nullasinapsi e tutto ciò che odia è lugubremondoschwarzeneggero. A volte si sente zero zerissima e allora va a parlare col suo amico poeta o incontra Slobodan che dipinge Melinde sui muri.

Come sottolinea Dario Vergassola nella prefazione del libro "Dell’Agnola riesce a renderci vive e vivibili le psichedeliche sfumature del mondo inventato di Melinda, una Pippi Calzelunghe ma dei giorni nostri, per questo con una vita molto più complicata della sua coetanea svedese degli Anni ‘70. E così anche quelli come me che hanno figli riescono a capire che i ragazzi sono quello che anche noi eravamo, e forse siamo ancora. Leggere Melinda se ne infischia diventa, quindi, un efficace ripasso di una materia che, forse, ci siamo dimenticati: la Cresciologia."

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