Cinema e libri: le idiosincrasie del lettore

E' uno di quegli argomenti su cui si può dibattere in eterno (un po' come il preferire romanzi o racconti), senza arrivare a una soluzione: se sia meglio, cioè, evitare di andare al cinema a vedere la trasposizione in lungometraggio di libri che ci sono piaciuti.

Sintetizza il problema un editorialista del Guardian, ovvero con il fatto che no, meglio non andare al cinemaperchè

"Può esserci qualcosa di peggio che essere amorevolmente impegnato con una paio di decine di migliaia di parole di prosa per due o tre settimane, bevendosi i dialoghi e le descrizioni esposte dall'autore, creando la tua personale visione del libro nella privacy della tua testa, perchè poi...questa tua proprietà intellettuale del libro venga buttata a mare dopo 90 minuti di fronte a uno schermo cinematografico?"

Snob? Ovviamente, dice l'autore. Ma d'altronde

"l'amore per i libri non è forse uno sport minoritario? E' necessario tempo, sforzo e determinazione per finire un libro con tutto il resto della spazzatura che il mondo moderno ci butta addosso".

E abbiamo tutto il diritto alle nostre idiosincrasie.

Via | Guardian
Foto | Flickr

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