Rifondazione della fede: la teologia-pop

Copertina di Rifondazione della fedeFondare o rifondare una fede è compito dei profeti. In questo caso se ne occupa un teologo giovane e dinamico, Vito Mancuso, recentemente ospite del salotto televisivo di Corrado Augias.

Vito Mancuso, autore di Rifondazione della fede, edito da Mondadori, pretende di affrontare l'argomento più complesso che ci sia (cioè Dio) su basi da «rivoluzione copernicana», dando alla fede «un volto nuovo», almeno secondo il risvolto di copertina.

Intervistandolo in tv, Augias ha definito Mancuso un teologo un po' strano, dato che parla di forza e di energia come fosse un fisico. Allora Mancuso ha spostato una penna con la forza del pensiero e ha ammonito: «impara a usare la forza, Corrado».

Scherzi a parte, la forza è un concetto centrale nella riflessione dell'autore di Rifondazione della fede. La fede sarebbe infatti Libertà totale perché capace di sottrarre l'uomo alla logica che traspare da ogni ambito umano: la logica della forza.

«Tutto è energia. Anche noi siamo energia. L'energia è la capacità di produrre lavoro. Il lavoro più insigne che l'uomo può compiere si chiama amore. ll cristianesimo ne è la dottrina pratica.»

Il principale scopo del testo è comprendere la natura del Bene. Il cristianesimo infatti sarebbe un platonismo per il popolo – come diceva Nietzsche, per il resto contestatissimo da Mancuso – che cioè porta il popolo, «o, come si dice oggi, la gente», all'idea universale di Bene.

Il saggio è avvincente sin dalle prime pagine, cosa non semplice per un testo di teologia. Mancuso – che senza dubbio ha il dono della scrittura – ha anche le carte in regola per diventare il principale divulgatore teologico del nostro paese.

A completamento dello sguardo su questo ottimo saggio, un'intervista resa a Giuliano Ferrara dal nostro Vito Mancuso.

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