Depardieu parte e Michel Houellebecq ritorna, la Francia perde uno dei suoi attori e riguadagna un grande scrittore

Per un francese celebre che parte, il Gérard Depardieu protagonista della querelle degli ultimi giorni, ecco un altro cittadino noto che rientra nel territorio della République.

Si tratta stavolta del contestato scrittore, saggista, poeta, regista, sceneggiatore ed esperto di Lovecraft Michel Houellebecq, autore di numerose opere di successo tradotte anche in Italia. Suoi testi come "Le particelle elementari" per Bompiani (1999), "Il senso della lotta" e "La Carta e il Territorio", che gli è valso il premio Goncourt 2010, hanno modellato, insieme alle critiche non solo religiose e letterarie, del loro autore, un'intera generazione di scrittori collocati nel movimento di Anticipazione sociale e promettono di influire sul futuro prossimo, che vedrà la sua attività ricollocarsi sul suolo francese. Perché lo scrittore, saltato recentemente agli onori delle cronache per una paventata scomparsa, ha annunciato proprio in questi giorni il suo ritorno in patria.

Dopo aver trascorso quasi dieci anni tra la costa sud-occidentale dell'Irlanda e il parco naturale di Cabo de Gata in Spagna, Houellebecq sembrerebbe aver ceduto alla nostalgia del paese e intrapreso un cammino che va in senso inverso rispetto a quello dell'attore Gérard Depardieu, che ha infiammato la polemica con il suo annuncio di trasferimento in Belgio. Una decisione, quella dello scrittore, che non sembrerebbe legata a ragioni simboliche, ma sentimentali. In una dichiarazione inviata via mail all'Agence France Presse (autorevole Agenzia di stampa paragonabile alla nostra ANSA), avrebbe spiegato così i suoi motivi:

Se ho scelto la Francia piuttosto che un paese francofono (come il Belgio o la Svizzera) è per ragioni personali e assolutamente non militanti...La spinta principale è la voglia, ora che, dopo anni ed anni di soggiorno in Irlanda ho raggiunto un livello d'inglese sufficiente, di parlare la mia lingua nel quotidiano.

Via | france24.com
Foto | Getty

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