Più libri più liberi 2012, tutte le forme della scrittura

Camminando tra gli stand dell’undicesima fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi (Roma, Palazzo dei Congressi, 6-9 dicembre 2012), mi tornavano alla mente alcuni versi di Tomas Tranströmer, Nobel per la letteratura 2011:

I pensieri stanno fermi
come tessere di un mosaico
nel giardino del palazzo.

Ho provato, infatti, una sensazione di staticità che nelle edizioni precedenti non avevo avuto. Senza dubbio la mia impressione è stata dettata dal fatto che ho visitato la fiera di venerdì ed è ben probabile che in questo fine settimana si animi e i pensieri non siano più fermi ma danzanti.

Al di là delle poche persone (ripeto: era venerdì), l’aria di staticità era data dal fatto che, al contrario degli altri anni, gli stand sembravano praticamente tutti uguali, con poche idee interessanti per conquistare il visitatore/lettore (simpatico l’allestimento dello stand di Nutrimenti che con un semplice lume ha trasformato tutto lo stand in una sorta di angolo lettura o quello di Miraggi edizioni, pieno zeppo di libri belli che “piovevano” dall’alto). Bella l’idea di :duepunti con uno stand dedicato a “La cura : dei libri” in cui gli addetti indossavano camice e stetoscopio (e faceva pure bella vista di sé una peretta…). “Un tema che, trattato ironicamente in chiave “sanitaria” con uno stand trasformato in clinica da campo, vuole portare all’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori i destini di un “sistema” in crisi”. Questa l’idea dello stand (che però ho preso dal sito della casa editrice perché i “dottori” presenti allo stand erano in conciliabolo e non hanno prestato molta attenzione a chi si è fermato, con me, a chiedere info). Due – se non erro –gli stand dedicati agli eBook (Sony e IBS).

Parlando con gli addetti ai vari stand, un duplice dato viene sottolineato da quasi tutti: i libri che vanno di più sono quelli per bambini (non è un caso che lo stand di Orecchio Acerbo come quelli di altre case editrici dedicate ai libri per i più piccoli fossero presi d’assalto) e quelli di cucina (ma non quelli strapatinati di celebri cuochi che imperversano in tv, ma le soluzioni originali e interessanti di Maria Pacini Fazzi editore o le proposte di cucina cruelty free di Sonda o quelle di attenzione al contesto sociale e culturale di Terre di Mezzo). Per conto mio, invece, ho notato una vivace richiesta di libri religiosi.

La manifestazione romana è, come sempre, un punto di riferimento per la piccola e media editoria e, spesso, è l’occasione per conoscere nuove realtà editoriali e scoprire pubblicazioni veramente belle, sia dal punto di vista contenutistico che grafico.

Il programma degli eventi e presentazioni è ricco, ricchissimo (tanto per non smentire l’italica passione, molta gente alla presentazione del libro Roma Caput… Derby, a cura di Edizioni Puky). Interessantissima la presentazione del testo Straniero. L’invasore, l’esule e l’altro di Alessandro Barbero e Maurizio Bettini in cui si è riflettuto sul significato profondo della parola straniero e strano.

Giunta ormai all’undicesima edizione, Più libri più liberi necessita, secondo me, di una rilettura per poter essere proposta in maniera più interessante. E forse è proprio sulla lettura che si deve puntare: in un paese come il nostro in cui tutti scrivono e pochi leggono, che senso ha scrivere nel logo della manifestazione “Tutte le forme della scrittura”? Lo sappiamo: si scrive in mille modi. E i lettori dove li mettiamo?

Concludo come ho iniziato, con due versi di Tranströmer:

L’enigma delle lettere senza risposta
sprofonda nel freddo scintillìo.

Update: nella giornata di sabato, 8 dicembre 2012, l'afflusso dei visitatori è stato superiore anche se molti editori lamentano un forte calo di vendite rispetto allo scorso anno.

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