Il falsario di Stato

Il protagonista de Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani è un uomo vero, realmente esistito, temibile e pericoloso, nonostante il suo nome innocuo - Tony Chichiarelli - ricordi quello di Tony Binarelli. Un'assonanza tanto immediata quanto fuorviante.

Chichiarelli infatti era in origine un ragazzotto abruzzese trapiantato a Roma, affamato, come un Tony Montana ante litteram, di denaro ed emozioni facili. Ma a dispetto di ogni apparenza Tony (Chichiarelli) non era un elegante illusionista come Tony (Binarelli) né una belva assassina come Tony (Montana). Lui era un falsario, praticamente un artista.

Il suo percorso umano lo portò a incontrare la banda della Magliana, il più torbido sottobosco dei servizi segreti italiani e soprattutto le Brigate Rosse. Dietro il falso comunicato delle Br in cui si annunciava l'uccisione di Aldo Moro, dietro l'assassinio di Mino Pecorelli, dietro la rapina da trentacinque miliardi di lire alla Brink’s Securmark, dietro innumerevoli altri misteri d'Italia c'era sempre lui: Tony. Tony Chichiarelli.

Ne Il falsario di Stato, Veneziani e Biondo tentano di ricostruire la complicata vicenda di questo affascinante personaggio, capace di riprodurre alla perfezione un capolavoro di De Chirico e qualche giorno dopo svaligiare il caveau di una banca, frequentando nel frattempo terroristi rossi e neri, servitori dello Stato, oscuri golpisti e chissà chi altri.

Violenza, P2, belle donne, Opus Dei, servizi segreti deviati: di tutto questo è stata circondata la vita di Tony Chichiarelli fino al suo tragico epilogo, gran finale di questo romanzo vero.

Il falsario di Stato è edito dall'editore Cooper con una prefazione firmata da Giancarlo De Cataldo, giudice della Corte d'Assise di Roma e soprattutto scrittore, già autore del celeberrimo Romanzo criminale.

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