Heil Hitler!

Se i nazisti non si salutavano con «buongiorno» e «buonasera» ci sarà stato un motivo. Ce lo spiega il prof. Tilman Allert, docente di sociologia a Francoforte, nel suo recentissimo saggio Heil Hitler. Storia di un saluto infausto, edito dal Mulino.

Il famigerato heil Hitler, urlato col braccio teso verso un cielo che immaginiamo gravido di bombardieri Stuka in fase di decollo, non era solo un saluto. Secondo il professor Allert era soprattutto un gesto dichiarativo di identità (tedesca) e adesione, prima di tutto morale, allo Stato nazista, che lo stesso Hitler definiva ideologico.

Non a caso il partito nazional-socialista presentò l'heil Hitler come unico e solo saluto propriamente tedesco, e tutt'oggi - come nota acutamente l'autore - in Germania è definito ancora, seppur con disprezzo, "saluto tedesco".

Il libro analizza la storia del saluto nazista dalle sue origini ai giorni nostri, evidenziando i punti di distanza rispetto al pur simile saluto romano dell'Italia mussoliniana, e concludendo, a quanto pare, che l'heil Hitler è un gesto identitario, esclusivo e in definitiva anti-sociale.

  • shares
  • Mail