La paura in Giappone, di Marta Berzieri

La paura in Giappone di Marta Berzieri, Caravaggio Editore, è uno dei saggi più originali e interessanti pubblicati negli ultimi tempi. Si tratta di una vertiginosa panoramica di 180 pagine sul campionario di mostri e orrori che compone la mitologia giapponese.

Lo studio antropologico si avvale in gran parte di testimonianze dirette, scremate con rigorosi metodi scientifici. A pag. 71 ad esempio c'è una mappa delle malattie mentali di cui soffre un campione di giapponesi che afferma di essere posseduto da una volpe. 4 uomini sui 13 interpellati soffrono di allucinazioni, 15 donne su 21 sono affette da isteria, etc.

Continuando a sfogliare le pagine del saggio, il lettore può incontrare gli ashinaga, «umanoidi dagli arti spropositatamente lunghi»; gli umibozu, detti "bonzi del mare", «esseri giganteschi, simili alle montagne»; gli oni, demoni popolarissimi nella cultura giapponese (ce n'è uno anche in copertina); e poi il mio mostro preferito, la nureonna o "donna bagnata", «bel volto ma corpo di enorme serpente marino, viscido e ricoperto di squame». E non finisce qui.

La paura in Giappone è senza dubbio una lettura tanto insolita quanto curata, di chiara esposizione, di grande valore culturale e, credo, anche scientifico.

Ciò che colpisce è da un lato la varietà delle tradizioni e delle credenze popolari registrate; dall'altro l'assoluta mancanza di dispersività dell'opera nel suo complesso, che resta pienamente leggibile grazie a un tono distesamente divulgativo.

Nato originariamente come tesi, si può dire che il testo assurga però pienamente ad una forma-saggio e sia dotato di piena autonomia e dignità. A mio avviso merita una lettura attenta e divertita.

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