Il dittatore dello stato libero del Guatemala


Insieme a Uomini di mais, Il signor Presidente è il più importante romanzo del premio Nobel Miguel Angel Asturias, morto ormai da 34 anni e quasi fagocitato dal dimenticatoio, nonostante abbia contribuito a fondare il cosiddetto "realismo magico" sudamericano (il cui massimo esponente è Gabriel García Márquez)

L'editore Farenheit ha pensato bene di ripubblicare le 451 pagine de Il signor Presidente in una nuova traduzione di Raul Schenardi, per restituirlo al moderno pubblico italiano.

Il guatemalteco Asturias scrisse il romanzo a Parigi ispirandosi, pare, all'allora dittatore del Guatemala Manuel Estrada Cabrera. Infatti sarebbe proprio Cabrera El Señor Presidente trasfigurato nel romanzo, protagonista di intrallazzi di corte, spargimenti di sangue e corruzione dilagante. Di seguito, pubblichiamo una poesia di Miguel Angel Asturias, tradotta da P. Raimondi e G. Bellini.

AUTOCHIROMANZIA


Leggo sulla palma della mia mano,
Patria, la tua dolce geografia.
Sale la linea della mia vita
con tracciato uguale ai tuoi vulcani,
poi scende come linea
del cuore fino alle mie dita.

Le mie mani sono la tua superficie,
la forma viva del tuo tatto.
Mappa con monti, monti, monti,
li chiamerò Cuchumatanes,
come le vette che lo zaffiro
del Mar del Sud vede di turchese.

Il Ticanà, dito gigante,
custodisca l'ingresso della meraviglia
dove il mais diviene grano
commestibile per l'uomo,
cereale umano della tua carne.

Il monte chiaro della luna
è nella tua mano lago nonno
con dodici templi sulla riva.
Da lì partì il tuo popolo bambino
- modella, dipingi, scolpisci, tessi -
alla conquista dell'aurora.

Polvere di luce nella tenebra,
linea del sole nella canora
carne della conca della mia mano,
conchiglia profonda in cui palpitano
atlanti fiumi silenziosi,
altri più rapidi, suicidi.

Avvicinando l'orecchio alla mappa
viva del tuo suolo, che reco
qui nelle mie mani, odo
risonare tutte le tue campane,
ammiccare tutte le tue stelle.

Quando mi sposerò con la mia terra
fate, amici, il mio anello
con la lucciola più sola.
L'immensa notte della mia morte
dorma la tempia sulla mia mano
con la lucciola più sola

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