La Federazione Europea degli Editori lancia un appello per la difesa del diritto d’autore

La Federazione Europea degli Editori lancia un appello per la difesa del diritto d’autore

Oggi, 5 dicembre, su iniziativa del suo Presidente José Manuel Barroso, la Commissione Europea si riunisce collegialmente per un dibattito sul diritto d’autore. La Federazione Europea degli Editori si chiede:

Dobbiamo temere il peggio? È una domanda pertinente, specialmente considerando i legami e la quasi familiarità esistenti tra alcuni potenti gruppi di interesse privati anti copyright e alcuni dipartimenti e direttorati della Commissione. Per sgombrare il campo da equivoci : il messaggio che traspare è che il diritto d’autore è il nemico dei consumatori e del loro desiderio di accedere alla cultura. Questa non è solo l’opinione di pochi soggetti marginalizzati in Europa.

La Federazione Europea degli Editori lancia un appello per la difesa del diritto d’autore

Per questo motivo lancia una petizione, ripresa anche dall’Associazione Italiana Editori, per chiedere alla Commissione di tenere in giusta considerazione le ragioni per la tutela del diritto d’autore. Nella petizione si ricostruisce un po’ la storia dei diritti di autore che, alla luce delle nuove tecnologie digitali, possono cambiare, ma devono essere sempre rispettati. Leggiamo nel testo

I diritti degli autori sono, certamente, un concetto datato di secoli, ma anche sorprendentemente moderno, duttile e flessibile. Il diritto d’autore moderno è l’opera di un genio, Beaumarchais, che caratterizzò la sua epoca con le sue battaglie per la libertà. Per cento anni la tecnologia è progredita a un ritmo sempre crescente, a dir poco. I diritti d’autore hanno tenuto il passo con questo progresso e continuato a salvaguardare un principio fondamentale, cioè il diritto degli autori di avere un giusto compenso per l’utilizzo fatto delle loro opere, facilitando l’accesso pubblico a prodotti culturali.

E continua:

Ci sono principi fondamentali che nessun tablet, smartphone o nuovo servizio dovrebbero minare. Il rispetto del diritto d’autore è uno di questi principi. Tuttavia quotidianamente in Europa, dove ebbe origine il diritto d’autore, il suo ruolo è contestato, il suo campo d’applicazione attaccato, la sua gestione collettiva criticata. Ogni giorno nuove eccezioni, o meglio espropri, vengono proposte; ogni giorno, meccanismi che rendono possibile finanziare la creatività vengono contestati in nome della libera concorrenza; ogni giorno, si denigra il pagamento dei diritti privati. Insomma, tutte le fonti di introito degli autori sono minacciate e attaccate.

La petizione, secondo me, mette bene in chiaro una questione: chi beneficia, alla fine, di tutto questa confusione sui diritti d’autore per quel che riguarda gli eBook?

A beneficio di chi? Non certo dei creatori stessi, la cui situazione generale diventa sempre più precaria in molti paesi! E nemmeno dei consumatori, il cui accesso alle opere non è facilitato dalla messa in discussione dei diritti d’autore e per cui il costo per l’acquisto di apparecchi digitali non è certo ridotto in alcun modo abbassando i pagamenti agli autori!

La Federazione Europea degli Editori invita l’Europa a coniare un nuovo slogan, a difesa dei diritti d’autore:

“L’Europa ama il cinema”, “L’Europa ama la cultura”? Sono slogan che fanno presa, ma devono essere messi in pratica e, cosa più importante, un nuovo slogan deve essere coniato: “L’Europa ama i diritti d’autore”!

La petizione (in inglese, francese e tedesco) può essere firmata online.

Qual è il vostro punto di vista sui diritti di autore?

Foto | Getty

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