La leggendaria e antica Biblioteca di Cordoba


Un giorno ci dedicheremo alla storia della Biblioteca per eccellenza, quella di Alessandria d'Egitto, madre di tutte le altre biblioteche e simbolo imperituro del potere e della fragilità della trasmissione scritta. Ma oggi, per la serie mitici templi libreschi ecco a voi l'antica Biblioteca di Cordoba, un pezzetto, altrettanto importante, della diffusione ed evoluzione della cultura mondiale.
Il luogo ha una storia leggendaria che affonda le sue radici in un lontano passato. Fu fondata prima dell'anno mille (precisamente nel 940) dal califfo al-Hakam II, eccellente bibliofilo che nei suoi trent'anni di governo si dedicò alla sua passione riunendo la bellezza di quasi 400.000 volumi, tra i quali esemplari risalenti di opere scientifiche e filosofiche della Grecia Antica tradotte in arabo. Non vi si contavano i numerosi scritti di Aristotele, Galeno, Tolomeo, ma anche i preziosi commentari di al-Kindi, al-Farabi o Avicenna che ebbero così modo di diffondersi in Andalusia ed essere ulteriormente arricchiti dall'arrivo di altri libri provenienti da Damasco, Bagdad, il Cairo e Alessandia d'Egitto.

Ma un tale pozzo della cultura avrebbe dovuto temere per la sua sopravvivenza. Ad appena 59 anni dalla sua nascita il potente di turno, in questo caso al-Manṣūr, per ingraziarsi gli altri rappresentanti del califfato, decise di censurare l'opera del suo predecessore eliminando tutti i tomi malvisti dall'Islam.
Secondo il Tabaqát, riconosciuta genere della letteratura islamica:

Alcuni libri furono bruciati, altri gettati nei pozzi del palazzo e ricoperti da terra e pietre o distrutti in qualsiasi altro modo.

Il posteriore ingresso dei berberi e la conseguente distruzione del califfato dato alle fiamme, mutilarono ulteriormente la collezione. Ma molti manoscritti vennero salvati e portati lontano dagli stessi eruditi di Cordoba che si dispersero come le opere, gran parte delle quali arrivò a Toledo e da lì, grazie alla famosa scuola di traduzione di Alfonso X, fino ai sapienti dell'Occidente, desiderosi di assimilare il sapere antico e di riportarlo nel cuore della cultura.

Via | brunoalcaraz.blogspot.fr

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