Scrivere in rete, ma anche fuori

Galassia Gutenberg Sabato 26 a Napoli si è svolto un bel dibattito sulla scrittura, nell'ambito della rassegna Galassia Gutenberg.

Il tema proposto alle 19 nella Sala Barcellona era chiaro ma complesso: "Scrivere, dentro o fuori la Rete?".

Invitati a discuterne Vittorio Zambardino, Loredana Lipperini, Jacopo De Michelis, Giuseppe Granieri e Flaviano Fillo, davanti ad una platea di bloggers (e non) attenta e pronta a ribattere ogni affermazione.


Un esordio infelice per Zambardino, che ha tentato la strada demagogica per poi deviare, e così salvarsi, sostenendo principalmente due tesi:

«la prima, che voler avviare una propria impresa su internet, oppure scrivere un programma mettendolo shareware o open source a disposizione di tutti, oppure ancora tenere un blog che propone l’arte antica della scrittura sono tutte cose che nel modello teorico si equivalgono. La seconda, che scrivere oggi su internet ti mette in un circuito multimedia e crossmedia».

Del tema, alla fine, ha parlato poco, ma fa la sua bella figura, seppur ad un tratto è parso a molti si fosse addormentato durante gli interventi degli altri relatori. Ma alla fine ha resistito stoicamente.

A seguire l'ottimo intervento di Giuseppe Granieri, già sintetizzato nel pezzo di Antonio Montanaro per l'Articolo di Napoli:

«Se parliamo di rapporti tra Rete e scrittura - spiega Giuseppe Granieri (bookcafe.net/blog), autore del libro “Blog Generation”, in uscita per Laterza - occorre precisare bene alcuni aspetti. La tecnologia ha sempre cambiato il rapporto tra l’individuo e l’espressione. Pensiamo alla scrittura, che ha mutato modi e tempi del discorso, facendo nascere la filosofia, oppure pensiamo alla stampa, senza cui non avremmo il pensiero scientifico. Il passaggio dall’oralità alla scrittura ci ha fatto pensare in maniera diversa, la stampa ha permesso di creare tabelle, quadri sinottici, grafici e altri accessori che hanno dato forma a un’espressione scientifica del ragionamento. La Rete sta costruendo un processo simile. Tuttavia se questo, almeno oggi, ha impatto sociale, culturale e politico, non ha ancora un impatto artistico». Secondo Granieri «grazie al Web si fa informazione in modo diverso, si ha un differente approccio cognitivo con il testo, si modificano alcuni concetti di fondo come quello dell’autore e del copyright, ma - conclude - dal punto di vista artistico i processi di scrittura non hanno alcun tipo di innovazione visibile».

A questo punto è intervenuto il purista del blog, Flaviano Fillo, meglio conosciuto come Herzog, che, compiendo un atletico gesto di "scavalcamento della cattedra", ha esposto alla platea il miracolo operato dalla reta: l'uguaglianza tra chi scrive e chi legge, l'interazione e la creazione di nuovi guardiani della soglia, che non sono più quelli delle case editrici, ma sono i lettori stessi.

Concetti che oggi stesso riassume sul suo blog affermando:

«La rete è il luogo della democrazia delle opportunità, dove non c'è nessuno che insegni e nessuno che impari.

La scrittura, fuori rete, è il luogo delle diseguaglianze e dell'intellettuale; la rete sia invece il luogo dell'intelleguale.

Ecco cosa era venuto a fare a Napoli: a lanciare la parola d’ordine dell’intellegualismo, da propagare per l’intera blogsfera in sostituzione del Guardiano della Soglia».


Loredana Lipperini,

impeccabile come sempre, ha precisato come non ci sia differenza stilistica nella scrittura in e out la rete, bensì solo mezzi e procedimenti diversi, che non per questo mutano la scrittura.

E dichiara, testualmente:

«Sì, la sottoscritta sostiene che non esiste una specificità della scrittura nel blog. Esiste una specificità, forte, inedita e, come la definisce Herzog, rivoluzionaria (probabilmente, almeno) nel sistema di connessioni (il feedback, i link e tutto quello di cui si è discusso sabato e ben prima di sabato) con cui le diverse scritture formano a tutti gli effetti una comunità di scriventi e di scrittori. Ma per quel che riguarda il linguaggio, o, se preferite e se non inorridite per la retorica, l'atto creativo, credo ne esistano tanti quanti sono i blogger».

Last but not least, Jacopo De Michelis, riprendeva quanto già detto all'Articolo:


«La questione del pubblicare dentro o fuori la Rete - afferma Jacopo De Michelis (marsilioblack.splinder. com), curatore della collana “Black” di Marsilio - non nasce con i blog, è vecchia quanto la Rete stessa. Ora la questione torna d’attualità con la recente uscita dell’antologia einaudiana curata da Loredana Lipperini (La notte dei blogger). La rivoluzione di Internet, che con i blog giunge a compimento, consiste nel permettere di bypassare quei filtri dell’editoria ufficiale, non eliminandoli del tutto, semplicemente sostituendoli con altri. In rete la selezione non avviene a monte della pubblicazione, ma a valle, dopo e non prima di essa, ed è operata non da mediatori istituzionali ma dai lettori stessi, che hanno il potere di decretare il successo di determinati blog piuttosto che di altri».

In evidenza, alla fine della serata, si è posto anche il problema della proprietà degli scritti on line, e del caso, eclatante, di Libero Blog, che non rispettando le licenze Creative Commons, si è impossessato nella scorsa settimana di contenuti di blog, modificandoli, senza chiederne alcun permesso.



E mentre si procedeva al reading conclusivo, chi pensava ancora al quesito portante della serata, organizzata da Serena Gaudino, si interrogava anche su nuovi temi, a cui nessuno ancora è in grado di rispondere, e per i quali ci si darà ancora appuntamento. Sempre se i blog sopravviveranno a questo lungo anno...

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