Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini

Lo so, lo so benissimo che non c'è bisogno di scrivere l'ennesima entusiastica recensione di questo libro. "Mille splendidi soli", di Khaled Hosseini, è nato come un successo annunciato, grazie all'enorme risonanza che ha avuto il suo "Cacciatore di aquiloni" (entrambi editi da Piemme).

Però vorrei lo stesso spendere due parole su questo libro BELLISSIMO che sono stata per tantissimo tempo indecisa se leggere o no. Ci avrei ritrovato la carica umana che ho vissuto leggendo "Il cacciatore di aquiloni"? O magari sarei rimasta delusa, visto che stavolta era una storia tutta al femminile, scritta da un uomo?

Ebbene, non sono rimasta delusa, anzi. Si tratta di un romanzo che mi ha stupito perchè sembra scritto da una donna, descrivendo il mondo proprio come lo vedono le donne, pieno di dettagli ricchi di significato che, all'improvviso, riescono a svelarci la verità su una persona.

Lo sapete: si intreccia la storia di Mariam e Leila, che davvero ci descrivono perfettamente dall'interno come vive una donna in Afghanistan, senza spiegarci niente. E così viviamo nella casetta fuori città dove Mariam, la "bastarda" vive con la madre ricevendo ogni giovedì le visite del padre ricco che le porta la nostalgia di una vita che non ha mai avuto.

Viviamo la vita nuziale di Mariam nelle piccole faccende domestiche, riuscendo anche un po' a capire come ci si sente a girare in un mercato protette da un burqa. E poi corriamo per le strade insieme a Leila, che ha il papà professore e adora il suo amico gamba-di-legno Tariq, finchè la guerra non cambia tutto.

Se avete letto "Il libraio di Kabul" avete già letto tutto sulla vita delle donne in Afghanistan, ma non privatevi del piacere di questo romanzo, scritto da un medico che è un bravissimo scrittore. E che, forse, riesce a scrivere così bene di donne perchè ne ha amata fortemente almeno una, nella sua vita.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: