Libri e vita

"I giovani si fingono immuni dalla morte. E perchè non dovrebbero? A volte la vità può apparire infinita, piena di risate e di farfalle, gioia e passione, e birra gelata di qualità" (Dave Eggers)

A volte mi sveglio con delle semplici domande in testa, ovvero: perchè dovrò portare fiori sulle tombe dei miei genitori quando in vita non glieli ho invece mai comprati? Mi ci fa pensare, amaro e scanzonato, Dave Eggers con la sua "L'opera struggente di un formidabile genio" (da cui ho tratto la frase in corsivo sopra).

Poi, ad esempio, ricordo spesso la frase che disse lo zio a Blanca ne "La casa degli spiriti" di Isabel Allende. Ovvero che a volte è meglio immaginarsi nei dettagli il peggio che ti può capitare, vivertelo nella mente in anticipo, per non averne più paura (un metodo che le fa affrontare meglio le torture della prigione in cui un giorno finirà).

Ecco una frase del buon McCourt in "Ehi prof" (Adelphi) che voglio dedicare a chi ama leggere e scrivere (anche scrivere solo diari):

"Sognare, desiderare, fare progetti, tutto equivale a scrivere, ma la differenza fra voi e l'uomo della strada è che voi, amici miei, guardate tuttol lo imprimete nela memoria, comprendete il significato dell'insignificante e lo mettete su carta. Magari siete innamorati, o in lutto, ma come osservatori siete implacabili. Il vostro materiale siete voi. Voi siete scrittori e una cosa è certa: ...non vi annoierete più".

Di Englander invece ("Per alleviare insopportabili impulsi", Einaudi) mi porto dietro il concetto che il Paradiso sarà fare esattamente quello che più ti piaceva fare in vita, quell'attività che ti ha insegnato come il tempo, a volte, non sia un fardello da trascinare.

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