Una (lunga) intervista a Susanna Tamaro

«Una convinta antimoderna». E' così che si presenta, in due parole, Susanna Tamaro, di cui mi piace segnalarvi una lunga intervista in occasione dell'uscita del suo "Luisito. Una storia d'amore" (Rizzoli). Che, per inciso, è un altro dei pochissimi libri di cui puoi notare la pubblicità sui vari media, insieme a quello della Allende.

La storia è in due parole quella di una "vedova triste" e anziana, Anselma, che trova tanta gioia nel ritrovamento di un pappagallino, che le ricorda tanto una sua amica di gioventù (Luisita, appunto). Da qui il nome dato alla bestiolina.

Se siete appassionati della scrittrice, o vorreste saperne di più sul libro, qui l'autrice commenta i tanti temi affrontati, dalla sua visione della famiglia ("la famiglia non è un luogo felice per contratto. Vedo troppi giovani sposarsi senza la consapevolezza che metterla su è un fatto di durata") al rapporto con gli animali ("A differenza dei cani, i pappagalli parlano, quindi toccano tasti emotivi diversi" -sic!-).

Ma c'è spazio anche per la scuola ("Se la fata Turchina mi chiedesse che cosa voglio diventare chiederei di fare il ministro della Pubblica istruzione per una settimana") e di poesia (definita "l’epifania di un fatto nascosto").

A voi scegliere se, leggendo la mia sintesi, già ne avete abbastanza. O magari volete saperne di più su cosa pensa riguardo anche, ad esempio, alle arti marziali o all'aborto o al giardinaggio.

Via|Il Giornale

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