Il Kamasutra: intervista a Melissa P.

È appena uscita per Newton & Compton una riedizione del Kamasutra del saggio Vatsyayana. Questa edizione è curata dalla scrittrice catanese Melissa Panarello, ex Melissa P., autrice del celeberrimo 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire. BooksBlog le ha fatto un'intervista. Scandalosa, come sempre.

Il Kamasutra è del terzo secolo d.c. Perché ripubblicarlo ancora oggi? A chi si rivolge?
Il Kamasutra è rivolto a chi, stanco del sesso costantemente rivelato e ostentato, ha necessità di riflettere sul suo corpo e la sua sessualità, riconquistare un legame, oserei dire religioso, con il proprio sesso.

Oddio, c’è gente del genere?
Certo. In questo tempo di ritmi accelerati, di sveltine da autogrill, in un mondo in cui “fare la corte” è da sfigati, il Kamasutra si rende necessario più che mai.

Ma le “posizioni” del Kamasutra sono valide per tutti? Voglio dire, gli organi sessuali hanno forme diverse, c'è chi pende a destra, chi a sinistra, chi verso sotto...
Vatsyayana distingue i diversi tipi di unione fra uomo e donna secondo dimensioni degli organi genitali, intensità di desiderio e tempo.

Facciamo un esempio.
Per esempio, l'unione può definirsi equilibrata quando avviene fra un uomo «lepre» e una donna «cerbiatta».

Eehh?!
Significa che il pene del maschio è proporzionale alla capienza della vagina della femmina. (Sto usando un linguaggio da Superquark, lo so!) L'unione invece è diseguale quando avviene fra un uomo «toro» e una donna «cerbiatta», o fra un uomo «lepre» e una donna «giumenta».

Insomma, è semplice: la lepre va con la cerbiatta, il toro con la vacca.
È una questione di dimensioni. Vatsyayana ha pensato a tutto.

Wikipedia dice che lei ha «scandalizzato molti per aver scritto liberamente di penetrazione, sperma e orgasmi». Perché queste cose scandalizzano ancora dopo 1800 anni dalla pubblicazione del Kamasutra?
Perché siamo in occidente.

E con ciò?
Quando il Kamasutra arrivò per la prima volta in occidente destò immenso scalpore: nessuno, prima di allora, si era permesso di raccontare il sesso in maniera così precisa, analizzando addirittura drammi esistenziali sentimentali di varia natura, soprattutto femminile. 1800 anni fa il mio libro non avrebbe scandalizzato gli indiani. Oggi però scandalizza gli italiani.

Però il poeta latino Catullo, quasi 400 anni prima del Kamasutra, scriveva: «Non capisco. O forse è vero, come si mormora, / che sei ginocchioni un divoratore di cazzi? / Certo è così: lo gridano le reni rotte di Vittorio, / poveretto, e le tue labbra macchiate dello sperma succhiato».
Sì, ma Catullo era letto da una piccolissima parte della società, una parte tra l'altro assai acculturata che aveva ben pochi motivi di scandalizzarsi. Ma soprattutto, Catullo ha scritto quei versi quando ancora la società non era guidata dalla temibilissima mano cattolica. L'occidente ha cominciato a scandalizzarsi quando ha conosciuto l'esistenza dello scandalo.

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