"Non è finito tutto", la Graphic Novel di Antonino Caponnetto

La lotta contro tutte le mafie è un lavoro duro e instancabile che assomiglia un po' al masso trasportato da Sisifo fino alla cima della montagna. Tutti coloro che hanno fatto di questa guerra il loro impegno continuo, sanno bene che quella pietra cadrà ancora e ancora lungo il crepaccio, e che bisognerà ricominciare a spingerla ogni giorno di nuovo, in un meccanismo infinito che non ha però regolarità alcuna, se non quella del riprodursi della cultura dell'illegalità.

E per combattere una trappola imperitura di tale genere occorrono strategie altrettanto coriaci, come testimoniano Andrea Camilleri, Gian Carlo Caselli, Pietro Grasso, Don Luigi Ciotti, e tanti altri testimoni di un'opposizione eterna che ha un che di manicheismo, che non hanno esitato a dire la loro per presentare "Non è finito tutto" la graphic novel di Luca Salici e Luca Ferrara, per Round Robin editrice, in collaborazione con l'associazione daSud. Una storia costruita intorno alla figura di Antonino Caponnetto, giudice in pensione, e padre del pool antimafia.

Sarà proprio lei la protagonista del giorno di apertura della quarta edizione del Salone dell'Editoria Sociale (Roma 18-21 ottobre, Porta Futuro, via Galvani 106), in una presentazione-incontro organizzata presso la Sala A, dalle ore 10:30 alle 12 e aperta al pubblico, alla quale sono state invitate le scuole romane, per trasmettere quel messaggio di impegno e incarnato dalla figura di Caponnetto anche nel periodo buio delle stragi di mafia. Alla presenza degli autori si aggiungono gli interventi di Enrico Fontana, direttore di Paese Sera, e Giovanni Tizian, giornalista e scrittore, autore di Gotica, per rafforzare i significati e riflettere sulla forza della loro espressione artistica.

Nelle pagine di booksblog ci siamo già occupati a più riprese di letteratura legata a queste battaglie, con Alessandro Gallo e Mario Gelardi, con Biagio Simonetta e anche con una graphic novel dedicata alla storia di Libero Grassi, l'imprenditore che osò ribellarsi al pizzo, e se torniamo ancora a farlo, è perché siamo sicuri che non esista rischio di ripetizione possibile, perché in fondo nemmeno nel peggiore dei momenti: è finito tutto, come disse durante i tristi giorni della scomparsa di Falcone e Borsellino, e in preda allo sconforto proprio Caponnetto!


Via | nonefinitotutto.it

  • shares
  • Mail