Uno scrittore da 85.000 libri

Qual è lo scrittore più prolifico che vi viene in mente? Sciascia? Tolstoj? Siete fuori strada... Lo scrittore più prolifico del mondo è senza dubbio Philip M. Parker. Non lo conoscete? Probabilmente no, come non lo conosce la maggior parte degli abituali lettori di romanzi, racconti e poesie.

In realtà Philip M. Parker non si può nemmeno definire uno scrittore nel senso stretto del termine, perché non è tanto l'autore delle proprie opere, quanto l'editor che sistema il lavoro fatto da un programma informatico da lui stesso ideato.

La sua invenzione è un software in grado di comporre libri in automatico e a costi ridottissimi (si parla di appena 16 centesimi a volume). Il meccanismo consiste nella ricerca da parte del programma informatico all'interno di un ampio archivio di dati, nel quale il software raccoglie informazioni su un dato argomento, le seleziona e le trasforma in un libro.

Questa spiegazione del procedimento svolto ci fa capire immediatamente due cose: innanzitutto che Philip M. Parker non è tanto uno scrittore (anche se ha anche pubblicato tre opere scritte con metodo tradizionale), quanto un geniale sperimentatore informatico; poi che i suoi testi non sono ovviamente dei romanzi, ma delle raccolte iper-specialistiche, che spaziano dalla medicina alla linguistica, dall'enigmistica all'economia.

Un progetto ambizioso che sicuramente avrà i suoi risvolti importanti nel mondo della linguistica informatica, ma cui va sicuramente data una precisa collocazione nel mondo della letteratura, ben lontano da una forma creativa che possa anche solo avvicinarsi alla scrittura di un romanzo.

Per saperne di più su questo professore di marketing e sul suo interessante progetto vi rimandiamo al suo sito personale, alla pagina di Amazon in cui vengono venduti tutti i suoi testi e a un articolo su Repubblica in cui si parla di lui.

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