Niente lacrime per la signorina Olga, Elda Lanza debutta in libreria

Una signora d'altri tempi, che pure allieta le pagine Facebook dei suoi amici con arguzia e simpatia, Elda Lanza. Elda Lanza, per chi non lo ricordasse, come ci spiega l'anatomopatologo della tv, il giornalista Mariano Sabatini, “è la prima presentatrice della Tv, prima della Tv, ossia dal 1952 (trasmissioni sperimentali) e fino agli Settanta” ed è al suo debutto di scrittrice per Salani con un giallo ambientato a Milano, Niente lacrime per la signorina Olga, uscito neanche un mese fa e che ha già una folta schiera di appassionati.

Già il nome d'altri tempi, Olga, sa di buono per chi è appassionato, come me, di gialli da salotto, e la storia intriga: c'è un investigatore che deve indagare sulla morte di una condomina partendo da un quadro rubato. E la sua scorza d'uomo di quasi cinquant'anni cederà per la prima volta alle lusinghe dell'amore.

“Stamane un omone alto due metri e di circa centocinquanta chili mi ha fermato per dirmi di aver pianto... fa una certa impressione. Si', e' vero: fa una certa impressione essere tra le mani di tanti, e i piu' non li conosci – scrive la stessa Elda Lanza su Facebook - O guardare in faccia qualcuno che lo ha letto e chiedersi: che cosa pensera'? Si', e' come un figlioletto da far crescere, sperando che cresca bene”

Gentilissima signora Lanza, partiamo con una curiosità: a quanto ci riferisce Sabatini, lei ha già altri tre romanzi pronti, pronta ad allietarci sulle pagine oltre che per le sue deliziose lezioni di galateo ai Menù di Benedetta, dopo tanti anni di assenza. Da quanto tempo scrive e da dove nasce in lei questa passione (che lei deve aver tenuto finora nascosta, evidentemente)?

"Comincerò rispondendole con una battuta non troppo lontana dalla verità: io ho cominciato a scrivere a quattro anni e mezzo e non ho più smesso. Dai temi scolastici alle tesine universitarie, i testi per la TV per oltre vent’anni, le novelle e i racconti, gli articoli, i romanzi, un lungo lavoro di comunicazione di impresa… Quando penso a me, mi ricordo sempre con una penna (o una Olivetti rossa) in mano".

Altra curiosità: quanto ha impiegato a scrivere i suoi gialli? Il primo, che Salani ha pubblicato poche settimane fa, supera le 400 pagine! (complimenti!)

"Grazie. Io scrivo di getto, i miei testi hanno di solito poche correzioni. . Sono generalmente veloce, ma per la signorina Olga ho dovuto documentarmi… Ho impiegato oltre un anno".

In genere chi viene catturato dalla passione per la scrittura è un lettore “forte”. E' il suo caso? Quanti libri legge in media, al mese? Ci sono degli autori/autrici italiani/e che ama particolarmente o vorrebbe consigliare a Booksblog, in quanto testata dedicata a chi ama la lettura?

"Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una casa piena di libri. Ho letto prestissimo, di tutto e disordinatamente. Ma con grande passione. Sì, mi considero una lettrice forte. Ora sono più selettiva, ho meno tempo. Leggo soltanto i libri che mi interessano. Me ne vengono in mente
due – persino ovvi: Umberto Eco, li ho letti tutti ma uno in particolare mi ha insegnato molto Sei passeggiate nei boschi narrativi le sue lezioni americane; e di Emanuele Trevi Qualcosa di scritto. La consideri una mia particolarità, mi piacciono i libri dai quali riesco ancora ad imparare".

Un recente studio inglese ha evidenziato che una grossa percentuale di preadolescenti residenti in Gran Bretagna prova “vergogna” ad essere visto dai compagni con un libro in mano. Un grosso deterrente alla lettura, che dovrebbe invece radicarsi nel cuore proprio a questa età. Perchè , detta brutalmente, secondo lei – che come dicevamo è anche maestra di buone maniere – ci siamo ridotti in questo modo? Perchè sempre meno ragazzi hanno la serenità e il piacere di stare col naso sui libri, anche sotto le coperte prima di andare a dormire, o mentre gli altri giocano?

"Credo che sia evidente il numero di distrazioni che oggi hanno i nostri ragazzi, a ogni età. Il libro è fatica, è amore… la Tv, i cartoni, gli iPad sono più semplici e di divertimento immediato. Ma la ragione purtroppo è un’altra: sono figli di gente che non legge. I miei nipoti leggono, divorano libri: prima di addormentarsi c’e’ il rito del libro da leggere insieme".

Secondo lei l'invasione del tempo libero dei ragazzi da parte di dispositivi tecnologici che puntano sull'immagine e sulla comunicazione testuale immediata e veloce, “di contatto”, con gli altri, può incidere oggi sul diminuire della passione della lettura o è solo un luogo comune? E quanto (e come)questa passione dovrebbe essere trasmessa dai genitori e dalla scuola?

"Le avevo risposto in questo senso alla domanda precedente. E’ logico che il divertimento immediato sia più forte e attraente di una fatica, soprattutto se vissuta da soli. I ragazzi vanno abituati alla lettura, appassionati, motivati. Come possono farlo genitori distratti, maestri spesso disautorati, abitudini considerate vecchie e superate? Mi dispiace. Io ho avuto moltissimo dai libri, una ricchezza interiore che mi ha dato coscienza e molta gioia. Ci aspetta un futuro di analfabeti insensibili? Spero proprio di no".

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